Minaccia medici e agenti con la siringa: scarcerato il giorno dopo

Un 51enne ha minacciato il personale del pronto soccorso di Sesto San Giovanni e gli agenti intervenuti. Il Sap: "L'uomo era sieropositivo. Doveva infettare qualcuno perché gli venisse convalidato l'arresto?"

Minaccia medici e agenti con la siringa: scarcerato il giorno dopo

È entrato al pronto soccorso dell'ospedale di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, brandendo una siringa. Poi ha minacciato i medici e, una volta arrivati sul posto, anche gli agenti di polizia. Ma l'uomo, un 51enne, è stato rimesso in libertà il giorno dopo.

La polizia, l'altro pomeriggio, era intervenuta, dopo una segnalazione dei sanitari del pronto soccorso, che segnalavano la presenza di un uomo, "estremamente aggressivo e noto al personale medico", che minacciava i presenti con una siringa. Il 51enne ha cercato poi di colpire anche gli agenti intervenuti per bloccarlo. Una volta riusciti a fermarlo, i poliziotti hanno arrestato il 51enne con l'accusa di interruzione di pubblico servizio, minacce aggravate e resistenza a pubblico ufficiale, come riferisce AdnKronos. Oltre alla siringa usata per minacciare il personale medico e gli agenti, l'uomo aveva in tasca altre 4 siringhe, prive di aghi, tutte sequestrate dalla polizia.

Ma, dopo essere stato portato in commissariato, l'uomo ha subito un processo per direttissima, al termine del quale il pm ha deciso di non convalidare l'arresto. Così, il 51enne è tornato in libertà. Secondo quanto riporta l'Ansa, l'uomo, a detta del pm, non avrebbe dovuto essere arrestato, dato che non aveva materialmente aggredito nessuno.

Dure le reazioni alla notizia della scarcerazione. Il Sap, sindacato autonomo di polizia, ha condannato la decisione del pm, chiedendo: "Un uomo sieropositivo in stato di alterazione psico fisica ha minacciato i colleghi, tentando di pungerli con una siringa sporca di sangue. Cosa sarebbe dovuto accadere per vedersi convalidato l'arresto? I colleghi avrebbero dovuto essere infettati?". Secondo quanto afferma Stefano Paoloni, segretario nazionale Sap, "nel decreto di immediata liberazione, il pm ha ritenuto che il comportamento non fosse idoneo a mettere a rischio l'incolumità e la sicurezza dei colleghi quindi brandire una siringa infetta non è ritenuto sufficiente per configurare il reato di resistenza o violenza a pubblico ufficiale".

Indignato anche il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, che su Facebook ha diffuso una nota, definendo la scarcerazione una "cosa da pazzi!". "Il tossicodipendente sieropositivo che è stato arrestato dalla Polizia per aver minacciato pazienti, infermieri e agenti al pronto soccorso dell’ospedale di Sesto con una siringa insanguinata è già libero", scrive il sindaco sul social. Poi commenta: "Assurdo: un balordo che ha rischiato di infettare diverse persone non può non finire in galera! In questo modo si scoraggia il lavoro degli agenti che ogni giorno presidiano il territorio per garantire la nostra sicurezza. Devono rischiare la vita per poi assistere a decisioni scandalose come questa?".

Sulla vicenda è intervenuto anche il Leader della Lega, Matteo Salvini, che ha affermato: "Un sieropositivo ha minacciato con una siringa i poliziotti, all'interno dell'ospedale di Sesto San Giovanni, ma l'arresto non è stato convalidato. Mi chiedo cosa sarebbe successo se avesse minacciato un pm all'interno di un tribunale".