"Mio figlio autistico per colpa dei vaccini": e picchia a sangue il dottore

Barbara violenza in Calabria: un impiegato aggredisce il medico che aveva vaccinato suo figlio, accusandolo di aver provocato l'autismo al piccolo

"Mio figlio autistico per colpa dei vaccini": e picchia a sangue il dottore

Si è convinto che la malattia del figlio dipendesse dal vaccino e ha pensato bene di aggredire il medico addetto al punto vaccinale competente.

La storia arriva da Diamante, nella provincia calabrese di Cosenza, dove un impiegato amministrativo quarantenne del penitenziario di Paola ha perso la testa di fronte alla scoperta che il figlio è affetto da una forma di autismo.

Circa venti giorni fa il genitore si è presentato davanti all'abitazione del dottor Raffaele D'Amante, dirigente medico che già in passato aveva minacciato verbalmente. Il quarantenne ha prima aggredito il medico a insulti e parolacce: "Se mio figlio è autistico è colpa tua e dei tuoi vaccini", avrebbe urlato in preda all'ira.

Quindi è passato alle vie di fatto, mettendo le mani al collo del dottore e iniziando a picchiarlo selvaggiamente. Un'aggressione barbara, che è costata al professionista un ricovero di almeno venti giorni: il medico ha riportato un trauma contusivo alla regione parieto-occipitale, la frattura delle ossa nasali e la frattura dell'arco anteriore della V costa.

Inutile il tentativo dell'aggressore di darsi alla fuga: i carabinieri lo hanno rintracciato in breve tempo e per lui sono scattati gli arresti domiciliari. Ora è sotto indagine con l'accusa di minacce e lesioni personali.

L'accaduto, però, è se possibile ancora più inquietante se si pensa che è frutto di un clima esacerbato di sospetto e diffidenza nei confronti dei vaccini. Sul tema è intervenuto anche l'Ordine dei medici di Cosenza con una nota preoccupata: "L'Ordine si augura che il clima venga ad essere stemperato e, ad ogni livello, la discussione sia riportata nei giusti binari del confronto civile, basato, non sulle suggestioni, l'allarmismo e lo scandalismo, ma sui fatti e sulle evidenze."

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