Morti, stupri e parti: il rave degli abusi che nessuno riesce a fermare

Nonostante una vittima, il rave party da cinque giorni imperversa nell'alta Tuscia. E dai racconti di alcuni presenti si viene a conoscenza anche di un parto

Morti, stupri e parti: il rave degli abusi che nessuno riesce a fermare

Non è bastata la morte di Gianluca Santiago, il 24enne riemerso dai fondali del lago di Mezzano, a fermare il Teknival Space Travel, il rave party abusivo che ormai da cinque giorni imperversa nell’alta Tuscia, una zona al confine tra Lazio e Toscana. E nemmeno le voci - poi seccamente smentite - di una seconda vittima, come riportava nelle scorse ore ilTirreno, hanno fermato tutto.

In realtà scrive l'Agi in queste ore i partecipanti stanno defluendo. La forbice delle persone che hanno scelto di abbandonare il rave oscilla intorno al 40%. Chi è rimasto continua a ballare nei pressi dell'impianto acustico. Si avvicina la sera, ma la stanchezza non si fa sentire. L'ora 'x' è scattata alle due della notte tra il 13 e il 14 agosto. E' in quell'ora che le prime centinaia di persone hanno iniziato ad occupare i terreni della tenuta Camilli. Già alle 5 della mattina - dice una fonte dei carabinieri - migliaia di ragazze e ragazzi provenienti da tutta Europa si erano impossessati dei campi.

Le forze dell'ordine, dal 14, hanno chiuso l'accesso al rave, ma alcuni sono riusciti comunque a raggiungere la zona passando dalla Toscana. Dopo poche ore erano già in 5mila: Finlandia, Repubblica Ceca, Olanda, Francia, Inghilterra e Spagna sono solo alcuni dei Paesi esteri da cui buona parte dei partecipanti al rave sono partiti per raggiungere - spesso in camper - la Tuscia viterbese.

Inutile parlare di protezioni, mascherine, distanziamento e regole, quello che vige nel mega raduno è l’anarchia più totale, al ritmo incessante di musica techno, il cui suono arriva fino Poggio Murella, non lontano dalla località termale di Saturnia.

In questo caos generale, la scomparsa di un giovane sembra non aver toccato minimamente gli altri presenti che continuano a ballare e a sballarsi da cinque giorni a questa parte. Ma non soltanto, ricoverati nel vicino ospedale di Grosseto, ci sono almeno altri quattro giovani (due ragazze nella giornata di ieri e due giovani la domenica di Ferragosto) finiti in coma etilico. Due sono inoltre le denunce per violenza sessuale come riportato dal sito di Repubblica.

Una situazione fuori controllo che preoccupa molto anche per la possibilità, non troppo remota, che possano crearsi cluster, visto che uno dei ragazzi in ospedale è risultato positivo al Covid. Per dare l'idea della vastità della cosa arriva la testimonianza di uno degli avventori R.B. che ha lasciato il rave, e che all'Agi ha rilasciato una dichiarazione: "All'interno c'erano bar e servizi di qualsiasi tipo. Venditori di collane e pizzerie. Una di queste faceva la pizza alla canapa. Ho incontrato anche chi leggeva le carte". Il ragazzo ha poi raccontato di un parto avvenuto la stessa notte in cui è morto per annegamento Gianluca Santiago: "Poco dopo la tragedia all'interno del rave una donna ha partorito e ha dato alla luce una nuova vita. E' arrivata l'ambulanza, credo che sia nata una bambina".

Un fatto sconcertante vissuto con estrema naturalezza o forse incoscienza in un contesto di degrado: "La situazione è tranquilla. -conferma però il giovane - C'è stata paura solo nei giorni successivi alla morte di Gianluca. Sapevamo che sarebbe stato meglio evitare di fare il bagno nel lago, ci avevano avvisato due giorni prima dell'arrivo. La morte, ovviamente, sconvolge sempre tutti. Dopo l'accaduto le persone dicevano: 'stacchiamo adesso o andiamo avanti anche nel rispetto di chi ha fatto tanti chilometri, perché c'erano delle persone dalla Finlandia, dalla Repubblica Ceca, dall'Andalusia". Evidentemente è stata scelta la seconda opzione.

Le forze dell’ordine, ormai da giorni sul posto, hanno circondato l’enorme area occupata abusivamente da centinaia di auto camper e tir, con posti di blocco, e al momento chi esce non ha più la possibilità di rientrare nella zona. In alcuni post diffusi via social, dove si annunciava la scomparsa del secondo giovane, veniva anche assicurato che il rave sarebbe stato interrotto e tutta l’attrezzatura smontata dando fine al party degli abusi. Da fonti vicini agli organizzatori, invece, le cose non sembrano stare in questo modo. Anzi, c'è tutta l’intenzione di proseguire fino alla fine della settimana.

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