Narcotizza una donna ricoverata in ospedale e abusa di lei: agli arresti un infermiere

L'uomo, un 53enne di Messina, dovrà adesso rispondere del reato di violenza sessuale aggravata. La vittima, nonostante l'impotenza fisica dovuta all'anestesia, ha ricordato ogni elemento necessario ai fini della ricostruzione dei fatti raccontati ai carabinieri

Ha abusato sessualmente di una donna ricoverata nell’ospedale dove lui prestava servizio, approfittando della sua condizione di debolezza. Ma non solo, l’ha anche anestetizzata per impedirle di reagire e difendersi di fronte alla sua violenza. Per questo motivo è finito agli arresti un infermiere 53enne di Messina, luogo in cui è avvenuto il fatto. L’uomo, incensurato, dovrà adesso rispondere del reato di violenza sessuale aggravata. La misura cautelare nei suoi confronti è stata disposta dal gip al termine delle indagini condotte dai carabinieri, con il coordinamento della locale procura. Tutto è partito dal racconto della vittima che, nonostante si trovasse in condizioni di impotenza fisica, era in qualche modo cosciente nel momento in cui è accaduto il fatto. La donna, il giorno successivo alla violenza è stata capace di ricordare la violenza subita la notte del 16 febbraio scorso, dentro il “Policlinico Universitario G. Martino”.

Lanciato l’allarme, i militari dell’Arma si sono recati in ospedale per ascoltare il racconto della vittima,raccogliendo ogni elemento indispensabile ai fini della prova che potesse consegnare alla giustizia l’aggressore indicato dalla testimonianza.Nel corso delle indagini avviate dai carabinieri, coordinati dall’ufficio della procura è stato quindi possibile ricostruire i movimenti dell’infermiere nel corso di quella notte. L’uomo ha somministrato alla donna un farmaco con effetti narcotizzanti. Una medicina assolutamente non prevista dal piano terapeutico redatto dai medici nei confronti della paziente. Nel momento in cui la vittima si è trovata ad essere in una condizione di ridotta capacità alla reazione fisica, il 53enne ne ha approfittato per abusare sessualmente di lei.

Nell’immediatezza dei fatti è stata sequestrata una fiala contenente residui di un farmaco anestetico. La boccetta era stata buttata all’interno di un contenitore di rifiuti speciali sanitari del reparto. Sottoposti a sequestro anche gli indumenti indossati dalla vittima che presentavano delle tracce biologiche. Queste ultime sono state fondamentali per un preciso e puntuale riscontro ai fatti denunciati. Da qui, la ricostruzione del grave quadro indiziario a carico dell’infermiere che è stato raggiunto dal provvedimento cautelare in carcere con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata.

L’uomo sconterà la pena nella casa circondariale di Messina. Per la paziente adesso rimane il ricordo della drammatica esperienza vissuta. Un momento che non dimenticherà facilmente. Nei suoi confronti sono state attivate le misure di supporto sanitario necessarie a superare questo momento. Il desiderio di giustizia della donna e la sua fiducia riposta nei confronti delle forze dell’ordine hanno consentito di rintracciare e punire immediatamente l’aggressore. In questi casi, ricordano gli uomini dell’Arma, occorre denunciare subito. Solamente così è possibile poter fermare immediatamente chi si macchia di questo tipo di reati e poter procedere con le misure cautelari del caso.

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Commenti

Gianni11

Mer, 26/02/2020 - 12:21

Non e' "migrante" o "diversamente bianco"? Allora per questo arriva la galera per qualche anno, come si merita. Ma se fosse stato qualche "risorza" sarebbe a piede libero.

Malacappa

Mer, 26/02/2020 - 14:25

Gianni11 12.21 tutto vero saluti

ginobernard

Mer, 26/02/2020 - 14:28

temo che stiamo andando verso la giungla ... piu tolleranza ce verso il crimine e piu il crimine aumenta Basta vedere con il fumo Mettendo delle limitazioni il consumo di sigarette è crollato

Ritratto di Spiderman59

Spiderman59

Mer, 26/02/2020 - 15:15

Ha pienissima ragione il lettore Gianni11; manette e galera come giusto sia, ma innegabilmente, se il reato grave fosse stato commesso dalle grandi risorse, tutte Nike e connessione, allora, forse, la vittima dell'abuso non avrebbe avuto giustizia celere.

Brutio63

Mer, 26/02/2020 - 20:16

Chiudere e gettare la chiave!

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 27/02/2020 - 09:57

Licenziamento e qualche anno di carcere non sarebbero una gran pena. Gesta penose, per no ndire vili, quelle del tizio.