La 'ndrangheta voleva fare soldi organizzando un finto concerto di Madonna

La confessione di un pentito: il colpo era stato pianificato dalle cosche di Cosenza e Reggio Calabria

La 'ndrangheta voleva fare soldi organizzando un finto concerto di Madonna

Il progetto era questo: portare Madonna in Calabria e organizzare un grande concerto, in grado di richiamare decine di migliaia di spettatori. In alternativa Steve Wonder. O magari tutti e due, prima l'una e poi l'altro. L'importante è che fossero famosi e amati dal pubblico. Il concerto non ci sarebbe mai stato ma la pubblicità e i biglietti venduti sì. Era l'idea di un gruppo malavitoso, come ha confessato agli inquirenti Francesco Galdi, un pentito di 42 anni soprannominato "il dottore". La notizia è riportata oggi da Il Quotidiano della Calabria. Originario di Figline Vegliaturo, paesino di 1100 anime in provincia di Cosenza, Galdi aveva avuto rapporti con il clan Chirillo di Paterno Calabro, ma il suo raggio di azione era molto più ampio, tra i vari gruppi criminali del Cosentino.

In un colloquio con i magistrati risalente allo scorso 27 marzo, il collaboratore di giustizia oltre a confessare i "soliti" tipi di reato (racket e droga), parlò anche del colpaccio musicale, un finto concerto per fregare soldi agli ignari appassionati. "Volevamo organizzare un concerto truffa nel Reggino – spiegò il pentito –. Nel senso che volevamo fare una prevendita di biglietti, raccogliere l’incasso e poi sparire". Ad aiutare i malviventi due noti impresari, uno cosentino e l’altro dello Stretto. La truffa, però, non è mai stata messa a segno, anche se, stando al racconto del pentito, si era già tenuta una riunione, a Scilla, per pianificare ogni dettaglio.

Specializzato nel traffico di stupefacenti, una quindicina di anni fa Galdi si era trasferito a Bologna, organizzando una banda criminale che faceva da terminale a un trafficante spagnolo. Fu proprio durante un'operazione antidroga che per lui scattarono le manette, nel dicembre 2010, nell'ambito dell'operazione "Overloading" contro una organizzazione di trafficanti internazionali di droga. Poi la scelta di iniziare a collaborare con la giustizia e vuotare il sacco, confessando le malefatte realizzate (o soltanto pensate).

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