Nel tradimento ciò che fa male è la complicità

Perché anche un solo incontro sessuale dove non è affatto in gioco l'amore viene lo stesso considerato tradimento? Chi lo ha fatto ha l'impressione che sia una cosa da nulla, ma chi l'ha subito lo considera un atto gravissimo, imperdonabile: perché? Perché anche il semplice atto sessuale è la violazione di un tabù.

Quando due hanno fatto l'amore insieme, si sono spogliati, si sono mostrati nudi, abbracciati, baciati, hanno offerto all'altro il corpo, senza alcun freno. Ciascuno ha lasciato all'altro libertà di accesso ad ogni più riservata e segreta parte. Una volta iniziato il rapporto sessuale, si apre lo spazio ai desideri più capricciosi, vengono istantaneamente eliminati tutti i tabù e i freni. L'erotismo si esprime in percorsi naturali ma incredibili.

In sostanza essi si sono permessi dei gesti che prima, da estranei, erano proibiti. Se io per strada tocco il seno o il sedere ad una donna posso venire arrestato per molestie sessuali. La stessa azione invece è perfettamente lecita nel rapporto sessuale volontario. Coloro che lo fanno ne sono consapevoli. Per trovare una espressione che indica il loro nuovo tipo di rapporto, diciamo che hanno compiuto una infrazione, infranto le regole che valgono volontariamente e reciprocamente.

Questa violazione, nel linguaggio corrente fra due sposati o due amanti, viene considerato «tradimento». Il tradimento non nasce solo dal venir meno ad un impegno di esclusività sessuale. Se i due fanno l'amore perché ubriachi o drogati, l'atto può anche non essere vissuto come tradimento. Lo diventa se è volontario, perché crea un rapporto di complicità. Anzi possiamo dire che il singolo gesto erotico che conta è l'infrazione voluta insieme che modifica il rapporto.

Ora domandiamoci: dopo aver fatto tutte queste cose insieme, le due persone sono rimaste nello stesso tipo di relazione che avevano prima del loro incontro o sono cambiate? Sono cambiate perché, sia pure per un breve periodo di tempo, hanno abbattuto le barriere sociali e morali. Non è detto che lo facciano ancora, ma d'ora in poi possono farlo più facilmente. È questa complicità che viene vissuta come tradimento.

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Commenti
Ritratto di Walhall

Walhall

Dom, 06/10/2019 - 20:47

Dott. Alberoni, ho tradito la mia prima moglie, una bellissima olandese(fatalità assomiglia tantissimo alla donna in foto), con la sua migliore amica che lavorava nella nostra azienda, dopo 13 anni di matrimonio riuscito e 2 gemelle, vincendo ogni inibizione. Lo confessai il giorno dopo perché mi sentitii un vile, e mi costò giustamente il matrimonio. Nonostante tutto siamo rimasti ottimi amici. Lei non superò mai il malaffare, ha solo relazioni occasionali, io mi risposai dopo circa 1 anno con una inglese, la mia attuale compagna che non tradirei mai, e ho avuto un figlio, oggi sedicenne. Più che soverchiamento di un tabù lo definirei incoscienza, avidità, meschinità, la peggiore delle pulsioni. Perché lo feci? Ancora oggi me lo chiedo. Oltre al vino bevuto durante quella cena, non c'è un valida giustificazione. Ti rimane solo l'amarezza profonda di aver compiuto un atto senza riparazione, capace di essere mortale quanto un'arma verso colei che credeva in me.

apostata

Dom, 06/10/2019 - 22:44

Il tradimento è la violazione dell’unico segnale del dio latitante e crudele: la spinta irrefrenabile per la riproduzione. L’input è regolato per dare al maschio la certezza della paternità, per questo input i leoni si sbranano e quando conquistano il branco uccidono i piccoli dei leoni sconfitti. È la brutale selezione. Per questo motivo l’imene della donna era un segno determinante. La mancanza di anticoncezionali comprimeva la libertà e sottometteva la donna al maschio che in alcune culture arriva ancora all’infibulazione. L’input per l’uomo è fecondare. Per la donna è, o dovrebbe essere, selezionare. Avvenuta la fecondazione la donna cerca nell’uomo il sostentamento per la sicurezza della prole. L’uomo è sempre spinto da nuovi impulsi. Ora il rapporto uomo donna è cambiato, ma se c’è amore il tradimento lascia ancora segni crudeli. Lucrezio che aveva capito il meccanismo, consigliava di non innamorarsi.