«No, il disabile no» Lo staff di Renzi censura una foto

Per un uomo che sulla «narrazione» digitale ha costruito una fortuna, questo come direbbero sul web è davvero un epic fail, un fallimento epico. Un maiuscolo scivolone. Certo, non è stato il premier in persona a postare il commento (...)

(...) con in calce l'imbarazzante suggerimento: «Tutte tranne il disabile». La colpa ricadrà su un semisconosciuto social media manager, cioè colui il quale amministra la pagina Facebook del presidente del Consiglio, la cui testa verrà probabilmente fatta rotolare dal «cattivissimo» premier. Ma intanto la figuraccia è stata fatta e, seppur celermente rimossa, consegnata all'eternità del web. Renzi non c'entra dal punto di vista materiale, dicevamo, nel senso che non è stato certamente lui a inviare il post incriminato. Non solo: cercando tra le foto della sua visita ad Alessandria si vede chiaramente il premier, appoggiato a una transenna, che parla con il ragazzo in sedia a rotelle. Una foto bellissima. E invece è lo scatto incriminato. Quello a cui si devono preferire tutti gli altri, secondo i maghi della comunicazione di Palazzo Chigi. Quello che non deve essere messo nel dorato racconto dell'epopea renziana, dove evidentemente non c'è spazio per i disabili. Almeno quelli di serie B. Perché quando il premier ha portato a cena da Obama le eccellenze italiane, tra le quali ha giustamente inserito la schermitrice paralimpica Bebe Vio, in quel caso la foto è stata reputata opportuna e mostrata ovunque. Questa volta la foto - dicono i renziani - non è stata pubblicata per evitare strumentalizzazioni.

Ma resta il dubbio che tutto parte dell'opera di maquillage della macchina della comunicazione del premier. Dell'imbellettamento costante con il quale cerca di far aderire la realtà al canovaccio dei suoi sogni, di piegare il quotidiano al romanzo renziano di un Paese in costante miglioramento.

E il fatto che proprio Matteo Renzi - il politico nativo digitale che ha saputo meglio interpretare e cavalcare la pancia delle reti sociali - abbia sia incappato in uno scivolone di queste dimensioni, dimostra come il premier sia in affanno e abbia perso una buona parte del suo tocco magico. Matteo sarà anche cattivo - come ha detto con grande compiacimento a Giovanni Minoli - ma la rete riesce a essere più cattiva di lui. E non lo perdonerà.

Francesco Maria Del Vigo

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