No Tav, scontri nella notte in Val Susa. 7 in arresto, 18 contusi

Nella notte oltre 400 attivisti nella zona dove passerà la linea ad alta velocità. Razzi e bombe carta contro gli agenti

Un momento degli scontri il 3 luglio 2011 /archivio

Una notte di scontri in Val Susa si è conclusa con sette arresti e quindici agenti contusi. Gli attivisti che protestano contro la costruzione della linea ad alta velocità che collegherà Torino e Lione sono tornati a marciare contro il cantiere di Chiomonte. In più di quattrocento hanno raggiunto il sito dove passerà la galleria della Tav, dove hanno trovato ad attenderli la polizia in tenuta anti-sommossa.

Gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine hanno interessato un'area piuttosto ampia, dall'autostrada fino ai varchi del cantiere. La polizia ha risposto con il lancio di lacrimogeni e una serie di cariche al lancio di sassi e petardi.

Intorno alla mezzanotte un gruppo di attivisti incappucciati ha lanciato bombe carta e pietre nella zona del varco 8, mentre altri prendevano di mira diverse aree del cantiere. Le corsie dell'A32 che portano verso Torino sono rimaste chiuse per ore al traffico, dopo che un tunnel è stato reso inagibile dal fumo provocato dal rogo di alcuni copertoni, incendiati dai manifestanti.

All'alba le forze dell'ordine hanno rastrellato i boschi che circondano il cantiere, trovando diverse armi non convenzionali: razzi, molotov, petardi, bulloni, ma anche fionde mazze, un'ascia e diverse maschere antigas. Il materiale è stato abbandonato durante la fuga. 175 persone sono state identificate mentre circolavano sulle strade della bassa Valle di Susa. Molte erano già note alla polizia. 14 sono state accompagnate in questura, per possesso di armi non convenzionali. Sette persone, di nove che erano state fermate, sono state arrestate.

Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha condannato i fatti: "La risposta delle istituzioni all’inaccettabile attacco di questa notte contro la Tav sarà decisa e ferma come quella delle forze dell’ordine, alle quali va tutta la mia solidarietà e il mio plauso". Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha ribadito che "lo Stato non si ferma e non

538em;">consente alcuna forma di intimidazione. Lo Stato non si ferma neanche di fronte ad attacchi di pura guerriglia come quelli avvenuti questa notte al cantiere Tav di Chiomonte":

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