Non abbiamo (ancora) idea del mondo che stiamo costruendo

Siamo di fronte a un'era nuova, come quando è nata l'arte e la scrittura, cioè la civiltà

Come ha scritto Cristina Cattaneo, l'esperienza fondamentale di questa epoca, un'idea mai apparsa prima, è che come singoli individui siamo liberi di fare qualsiasi cosa. Questo senso di libertà è il frutto di sconvolgenti scoperte scientifiche come il controllo delle nascite, il Dna, Internet e l'intelligenza artificiale, a cui è seguita la mondializzazione economica e comunicazionale.

Noi immaginiamo di agire in uno sterminato campo vuoto, e lo facciamo senza che ci sia qualcuno che ce lo ordina, che ci dà regole. Il fatto che poche migliaia di uomini abbiano la metà della ricchezza del mondo paradossalmente non diminuisce ma aumenta questo senso di libertà. Se è riuscito lui, posso riuscire anch'io. È l'idea dell'uomo fatto da sé che viene portata alle estreme conseguenze.

In realtà buona parte di questa libertà è una illusione. Il mondo si è complicato e burocratizzato. Nei Big Data sanno cosa hai fatto, cosa hai comprato, cosa guardi, cosa leggi, cosa scrivi, cosa fotografi, qualunque cosa tu domandi su Google o Wikipedia. Quando fai un acquisto ti mandano informazioni selezionate per te. Se sei di sinistra informazioni di sinistra, se di destra di destra. Poi, collegata all'idea di libertà, c'è l'idea che la vita sia tutta come una pianura senza il tempo, senza l'invecchiamento, senza memoria e tu ti senti libero di pretendere ciò che non ti piace, di cacciare le persone sgradevoli e di ricominciare da capo. Questa sensazione di libertà la provano in particolare le donne, che non devono più dipendere ed essere continuamente controllate da un maschio. Per la prima volta nella storia del mondo maschi e femmine si separano e stabiliscono fra di loro nuovi rapporti. La famiglia patriarcale è andata in pezzi e non è stata sostituita da nessun modello.

Noi spesso diciamo che siamo di fronte ad una trasformazione epocale come quella fra medioevo ed epoca moderna ma io ho piuttosto l'impressione di un cambiamento di era, come dal paleolitico al neolitico, quando è nata l'agricoltura e con essa le città, la scrittura, le arti, in sostanza la civiltà. E non abbiamo una idea del nuovo mondo che stiamo costruendo.

Commenti

apostata

Dom, 26/01/2020 - 18:46

Non siamo liberi di fare qualsiasi cosa, nessuna persona di buon senso può pensarlo, siamo prigionieri, il ricorso a citazioni rivela debolezza. L’uomo è sempre stato di fronte a uno sterminato campo vuoto. Non sono i piccoli cambiamenti epocali che possono toccarci. L’esistenza è sconvolta interiormente dai gravi terremoti, dal mistero al quale si oppongono risibili credenze, voci di millantatori. Il rapporto tra uomini non è mutato nei secoli è stato sempre dominato dalla selezione, dalle stagioni ormonali, non è pianura senza tempo, altre sono le immagini. Siamo come foglie al vento, nessuno soffre per gli altri, soffriamo per noi stessi.

Ritratto di Contenextus

Contenextus

Dom, 26/01/2020 - 20:51

Una semplice impressione , che coincide con un suggerimento per la risposta. Un cesso.

Una-mattina-mi-...

Dom, 26/01/2020 - 21:07

NON STIAMO "COSTRUENDO" PROPRIO UN BEL NIENTE: STIAMO SOLO DISTRUGGENDO QUANTO ERA STATO FATTO. SAI CHE CONQUISTA...

Divoll

Dom, 26/01/2020 - 23:16

No, siamo solo APPARENTEMENTE liberi di fare qualsiasi cosa (basta che queste cose non abbiano a che fare con quello che davvero conta nella vita). E il futuro che si affaccia e' da brivido.