Nuovi parametri e green pass: cosa aspettarsi dal decreto

È allo studio il nuovo decreto che abolisce il passaggio in zona gialla delle Regioni per incidenza su 100mila abitanti: si valuta l'occupazione ospedaliera

Nuovi parametri e green pass: cosa aspettarsi dal decreto

Il governo sta lavorando a una nuova bozza di decreto per determinare i parametri che decideranno i passaggi di fascia per le Regioni nelle prossime settimane. Vista la nuova situazione epidemiologica del Paese, con il supporto degli esperti, pare che l'esecutivo stia lavorando a una bozza che superi il parametro legato ai contagi per concentrarsi maggiormente sui parametri relativi ai posti occupati nelle terapie intensive. Una misura che è stata adattata all'andamento del piano vaccinale e ai progressi nelle somministrazioni, grazie alle quali si limitano gli effetti del coronavirus.

Stando alle indiscrezioni riportate dal Corriere della sera, con il nuovo decreto il passaggio in giallo non sarà più determinato dall'incidenza di 50 casi ogni 100.000 abitanti. D'ora in avanti pare che le regioni Finiranno automaticamente in zona gialla quando si supererà la soglia del 5% di posti letti in terapia intensiva occupati da pazienti Covid oppure quando negli ospedali ci sarà il 10% di persone ricoverate con sintomi Covid nei reparti standard.

I nuovi parametri di monitoraggio dovrebbero entrare in vigore già con il prossimo decreto e questo permetterebbe alle Regioni di mantenere lo status di zona bianca, che altrimenti per alcune sarebbe in bilico già dalla prossima settimana. Con i parametri di valutazione attualmente in vigore, alcune vedrebbero tornare le restrizioni. Se si valutasse esclusivamente la componente dei 50 contagi ogni 100mila abitanti, Sicilia e Sardegna sarebbero le più a rischio insieme al Lazio, alla Campania e al Veneto.

Il progresso della campagna vaccinale e, di conseguenza, l'avanzata immunizzazione dei cittadini, ha imposto un nuovo punto di vista per il monitoraggio. I vaccini utilizzati fino a questo momento hanno dimostrato ottime perfomance nella protezione dalla malattia grave, pertanto il rischio di saturazione degli ospedali non è più elevato come un anno fa. Chi ha ricevuto il vaccino ha molte meno probabilità di morire di Covid stando agli studi di efficacia finora condotti, quindi si può ragionare in ottica ospedaliera più che in ottica contagi.

Molti i governatori che negli ultimi giorni hanno espresso preoccupazione per il nuovo incremento di contagi e il conseguente aumento dell'incidenza su base regionale. Nel momento di massimo picco del turismo nel nostro Paese, l'ingresso di nuove restrizioni avrebbe portato a nuove disdette in un settore già in ginocchio. I nuovi parametri potrebbero "salvare" l'economia del Paese e non complicare l'andamento epidemiologico.

Molti esperti hanno invocato da tempo queste misure. Si attende che il governo nelle prossime ore confermi le indiscrezioni. Al momento gli ospedali delle Regioni italiane non presentano criticità nei ricoveri e nelle terapie intensive, dove la situazione è gestibile. L'obiettivo è quello di mantenere la situazione sotto controllo.

Intanto si accende lo scontro sul green pass, con i partiti divisi sul suo utilizzo esteso, attestando la vaccinazione o la guarigione dal Covid. I dubbi sono sull'obbligo di esibizione per accedere ai luoghi di divertimento, nelle attività commerciali o sui mezzi di trasporto collettivo. Ora il governo attende il parere del Cts e dalla cabina di regia. Alcune indiscrezioni riferiscono della possibilità di rendere il permesso necessario per accedere a discoteche, ristoranti al chiuso, stadi, piscine, palestre, concerti e viaggi in treno o aereo.

Al momento Italia viva e Pd, anche se con diversi approcci, sono a favore della certificazione, così come parte di Forza Italia. Contrari Lega e Fratelli d'Italia, che restano contrari parlando di limitazioni della libertà personale e di impresa. Fondazione Gimbe suggerisce di utilizzarlo per "i grandi eventi come stadi, concerti", perché "diventa sempre più difficile il suo utilizzo per assembramenti più piccoli, perché non abbiamo un'equità di accesso al vaccino".

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