Da oggi stop a posate in plastica e cotton fioc

Parte il divieto commerciale per la plastica monouso. Le sanzioni arrivano fino a 50mila euro. Si va a esaurimento scorte

Da oggi stop alle posate in plastica e ai cotton fioc

Da oggi, venerdì 14 gennaio, stop alle posate in plastica. Entra infatti in vigore il dlgs 196/2021. Si inizia quindi dai divieti per la plastica monouso e sarà vietato mettere sul mercato i prodotti di plastica oxo-degradabile e quelli di plastica monouso, come per esempio anche i cotton fioc, i bastoncini utilizzati per pulire le orecchie, le posate, le cannucce, gli agitatori per le bevande, le aste da attaccare a sostegno dei palloncini, i contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso oltre ai relativi tappi e coperchi, e le tazze o i bicchieri per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi. Per chi non rispetterà la nuova normative le multe saranno salate, da 2.500 a 25mila euro. Le sanzioni potranno salire anche a 50mila euro qualora il valore dei prodotti messi illegalmente sul mercato sia superiore al 10% del fatturato dell'azienda.

L'addio non sarà immediato

Da oggi, venerdì 14 gennaio, entra in vigore il dlgs n. 196/2021, che recepisce la direttiva europea "Sup", Single Use Plastic del 2019, recante "l'Attuazione della direttiva (UE) 2019/904, del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente” (Gazzetta Ufficiale n. 285 del 30/11/2021, supplemento ordinario n. 41). Questo non vuol però dire che da oggi non troveremo più questi prodotti nei negozi. Si andrà a esaurimento scorte: esercenti e produttori potranno infatti usare le scorte esistenti fino a quando non le avranno terminate, a patto che possa esserne dimostrata l'immissione sul mercato in data precedente alla effettiva decorrenza del divieto.

Come si legge nell’articolo 4, il decreto è stato emanato "con l'intento di promuovere la transizione verso un'economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili", e punta a "produrre entro il 2026 una riduzione quantificabile del consumo dei prodotti di plastica monouso". Gli operatori, in vista di questa rivoluzione, si sono già attivati e in gran parte adeguati alle nuove regole. Sono anche previste agevolazioni per le aziende che utilizzeranno oggetti riutilizzabili, compostabili o biodegradabili. Verrà infatti riconosciuto loro un credito d'imposta nel limite massimo complessivo di 3 milioni di euro ogni anno, dal 2022 al 2024. Previste anche campagne di sensibilizzazione sui "vantaggi ambientali ed economici delle alternative basate su prodotti riutilizzabili".

Non rientrano invece nel divieto di immissione sul mercato tutti i prodotti realizzati in materiale biodegradabile e compostabile, certificato conforme allo standard europeo della norma UNI EN 13432 o UNI EN 14995, con percentuali di materia prima rinnovabile uguali o superiori al 40 % e, dal 1° gennaio 2024, superiori almeno al 60%, a determinate condizioni. Nel dettato comunitario non viene fatta distinzione tra le plastiche biodegradabili e quelle fossili. Dal 3 luglio 2024, i contenitori per bevande con capacità fino a tre litri e imballaggi compositi di bevande i cui tappi e coperchi sono di plastica potranno essere messi sul mercato solo se i tappi e i coperchi rimangono attaccati ai contenitori per tutta la durata del loro utilizzo.

A partire dal 2025 le bottiglie per bevande fabbricate con polietilene tereftalato come componente principale, quelle in PET per intenderci, dovranno contenere almeno il 25% di plastica riciclata, che viene calcolato come media per tutte le bottiglie in PET immesse sul mercato nazionale. Invece, a partire dal 2030 dovranno contenere almeno il 30% di plastica riciclata, sempre calcolato come media per tutte tali bottiglie per bevande immesse sul mercato nazionale. Nuovi obblighi scattano anche in materia di raccolta differenziata.

I nuovi obblighi

Come reso noto i sistemi di responsabilità estesa del produttore garantiranno la raccolta differenziata delle bottiglie di plastica: a) entro il 2025, di una quantità di rifiuti pari al 77%, in peso; b) entro il 2029, di una quantità di rifiuti di prodotti di plastica monouso pari al 90%. Per determinati prodotti in plastica la direttiva europea ha sottolineato la necessità di disporre appositi requisiti di marcatura in modo da informare i consumatori in merito alle corrette opzioni di gestione dei rifiuti. Quindi, dal 14 gennaio 2021 gli assorbenti e i tamponi igienici e gli applicatori per tamponi, le salviette umidificate, i prodotti del tabacco con filtri, le tazze o i bicchieri per bevande dovranno avere una marcatura in caratteri grandi, che siano leggibili in modo chiaro e indelebili, secondo le modalità indicate dal regolamento di esecuzione (UE) 2020/2151 del 17 dicembre 2020.

Le info contenute nella marcatura

La marcatura deve informare i consumatori su: a) appropriate modalità di gestione del rifiuto coerenti con i sistemi di raccolta esistenti, nonché le forme di smaltimento da evitare per lo stesso in conformità con la gerarchia dei rifiuti; b) la presenza di plastica nel prodotto e la conseguente incidenza negativa sull'ambiente della dispersione o di altre forme di smaltimento improprie del rifiuto. Nell'ambito dell'obbligo di responsabilità estesa del produttore, coloro che fabbricano prodotti in plastica monouso e attrezzi da pesca dovranno anche coprire i costi delle misure di sensibilizzazione. Per prevenire la dispersione dei rifiuti nell'ambiente altri metodi di smaltimento improprio sarà necessario garantire che i consumatori e gli utenti di attrezzi in pesca siano correttamente informati della disponibilità di alternative riutilizzabili e di sistemi di riutilizzo, delle migliori modalità di gestione dei rifiuti e dell'impatto ambientale delle cattive prassi, oltre che della percentuale del contenuto di plastica presente in determinati prodotti.

Commenti