Papa Francesco: "Dio si trova nei profughi che tutti vogliono cacciare"

Il Santo Padre ritorna ancora una volta ad esortare i cristiani a "opere di misericordia e non parole", verso gli ultimi

Papa Francesco: "Dio si trova nei profughi che tutti vogliono cacciare"

"Dio è nei rifugiati che tutti vogliono cacciare via": questo è il cuore del messaggio dell'Angelus pronunciato oggi da Papa Francesco dalla finestra del Palazzo Apostolico che affaccia su piaza San Pietro a Roma.

Nella catechesi domenicale sulla parabola del buon samaritano (qui il testo completo), il Santo Padre ha avviato una riflessione sul concetto di "prossimo", calando l'episodio evangelico nell'attualità: "Chi è il mio prossimo? - domanda il Papa - Chi devo amare come me stesso? I miei parenti? I miei amici? I miei connazionali? Quelli della mia stessa religione?"

"Non devo catalogare gli altri per decidere chi è mio prossimo e chi non lo è - ammonisce il Pontefice - Dipende da me essere o non essere prossimo della persona che incontro e che ha bisogno di aiuto, anche se estranea o magari ostile. E Gesù raccomanda: va' e anche tu fà cosi". E lo ripete a ciascuno di noi: "Va' e anche tu fà così", fatti prossimo del fratello e della sorella che vedi in difficoltà. Il Vangelo, ha ricordato, "indica uno stile di vita, il cui baricentro non siamo noi stessi, ma gli altri, con le loro difficoltà, che incontriamo sul nostro cammino e che ci interpellano. E quando gli altri non ci interpellano qualcosa in quel cuore non funziona, qualcosa in quel cuore non è cristiano."

"Ma tu ti ricordi quella volta sulla strada da Gerusalemme a Gerico...quell'uomo mezzo morto ero io. Ti ricordi? Quel bambino affamato... ero io! Quei migranti che tanti vogliono cacciare via...ero io! Quegli anziani abbandonati nelle case di riposo...ti ricordi? Ero io. Quell'ammalato in ospedale che nessuno va a trovare, ero io!".

Il Santo Padre ha infine esortato i cristiani a non limitarsi solamente a pronunciare "parole, parole parole" (e qui ha citato esplicitamente la canzone di Mina), ma a "fare opere buone". Negli anni sono sempre più frequenti gli appelli di Francesco all'impegno attivo dei credenti nella società civile.

Nell'anno del Giubileo della Misericordia è particolarmente importante compiere opere di carità in favore degli ultimi e degli abbandonati. A partire proprio dai bambini, dagli anziani, dagli ammalati. E dai migranti.

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