Quel party con il cardinale e il maestro di coro del Vaticano

La vicenda riguardante il coro della Cappella Sistina si arricchisce di particolari. Al maestro sarebbero stati contestati anche dei selfie scattati durante una festa al Metropolitan Museum. Occasione in cui era presente anche il cardinale Timothy Dolan

La vicenda riguardante il coro della Cappella Sistina rischia di far parlare di sè per un po'. Papa Francesco ha deciso di avallare l'apertura di una vera e propria indagine. Pare che tra le motivazioni alla base della "mossa" del pontefice argentino ci siano anche alcuni scatti fotografici, cosiddetti "selfie", fatti durante una festa svoltasi presso il Metropolitan Museum. Un'occasione forse non troppo confessionale, in cui era presente tuttavia anche il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York ed esponente di spicco della Chiesa americana.

Questo, almeno, è quello che si legge su Dagospia, che ha riportato un articolo de IlCorrieredellaSera. Massimo Palombella, direttore del coro, è stato ritratto con Rihanna. Giusto per citare una delle star dello spettacolo presenti in quella circostanza. Tra le questioni sollevate dall'inchiesta, oltre ai presunti maltrattamenti subiti dai membri del coro, ci sarebbe anche questa della partecipazione alle manifestazioni private. Le voci bianche avrebbero ballato e cantato al Metropolitan e questo non sarebbe stato accolto favorevolmente dal papa. Bisognerà vederci chiaro: la vicenda pare più estesa di così e dal Vaticano hanno comunicato che l'indagine è ancora in corso. Fatto sta che sarebbe stato proprio il porporato statunintese a spingere per far sì che il coro fosse presente all'evento in questione. Notizie che avrebbero contribuito ad alimentare lo scontro interno alla Santa Sede, luogo che si starebbe dividendo, adesso, tra i favorevoli e i contrari alle dimissioni di Palombella. "Più che dimetterti, ora devi trovare un buon avvocato": questa la frase pronunciata da papa Bergoglio a Palombella, secondo quanto si legge su IlFattoQuotidiano.

Il "coro", questo è noto, è già stato oggetto di discussione tra i fautori del tradizionalismo e i musicisti conciliaristi. Qualcuno, nel corso degli anni, ha provato a fare della Cappella Sistina una sorta di quartier generale per il ripristino di un certo oltranzismo musicale. Lo ha raccontato in questi giorni Vatican Insider. Ma in questa circostanza stiamo parlando di tutt'altri fatti: "Ci sono balli e canti - si legge su IlCorriere - la delegazione proveniente da Roma alloggia in hotel a 5 stelle. I cantori posano volentieri con le star per foto e video, si scattano selfie mostrandosi anche in pose provocanti". E ancora: "Il maestro Palombella partecipa e coinvolge anche i ragazzini. Non c'è invece il direttore amministrativo Michelangelo Nardella, come chiarisce il suo avvocato Laura Sgrò. Quando la trasferta finisce, moltissime foto circolano sulle chat WhatsApp dei preti e qualcuna giunge sui telefoni dei genitori dei 'pueri'". A questo punto scatta l'inchiesta vaticana, che sarebbe stata promossa anche da monsignor Gaenswein, prefetto della Casa pontifica e segretario particolare del papa emerito, e dal segretario di Stato, il cardinale Parolin.

Il promotore di giustizia della Santa Sede avrebbe contestato a Palombella presunti reati relativi alla gestione della cassa del coro, ma sarebbe stato un nunzio apostolico a fare una raccomandazione precisa: "Riportare il coro alla sua funzione primaria di animazione delle cerimonie pontificie".

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