Pastori pagati 1,50€ all'ora per mezza giornata di lavoro

Per i due imprenditori di Gioia del Colle (Comune in provincia di Bari) sono scattati gli arresti domiciliari

L'intensa attività all'interno dell'azienda a conduzione famigliare di due imprenditori di Gioia del Colle dediti all'allevamento di bovini e ovini e alla commercializzazione di prodotti agricoli, ha insospettito i Carabinieri del Comando provinciale di Bari e del Nucleo ispettorato del Lavoro. Così, all'alba di sabato 3 agosto, sono scattati i controlli, seguiti dall'arresto in flagranza di reato per sfruttamento di due pastori pagati con cifre irrisorie per lavorare dalle 10 alle 12 ore al giorno. Ad un gambiano di 26 anni e ad un indiano di 30 anni erano corrisposti per la precisione 1,50€ all'ora, una paga quasi nove volte minore rispetto a quella dei contratti nazionali. Dai controlli è altresì emerso che i pastori non godevano di alcun beneficio o agevolazione riservata ai soggetti che svolgono lavori di tale intensità. Non solo non usufruivano di riposo settimanale (uno di essi, addirittura non riposava da quattro mesi), ma non erano stati in nessun modo formati circa i rischi per la salute e per la sicurezza legati a simili mansioni. Gli stranieri non erano nemmeno stati sottoposti alla visita medica finalizzata ad accertare le condizioni di salute in relazione all'incarico da svolgere.

Vari i reati contestati agli imprenditori: favoreggiamento all'immigrazione clandestina, divieto di assunzione di lavoratori privi di permesso di soggiorno, sfruttamento del lavoro, omessa formazione dei dipendenti sui rischi per la salute e divieto di retribuzione mediante pagamenti non tracciabili. Disastrose le condizioni di vita dei pastori come ha potuto constatare il personale Asl. Erano infatti costretti a dormire e a cambiarsi in un locale ricavato in una stalla, alla presenza degli animali. Per i servizi igienici era stata allestita una camera adiacente ad una stanza adibita alla mungitura, ma spesso i due decidevano di lavarsi direttamente con l'acqua estratta dal pozzo utilizzato per la fattoria. I migranti necessitavano della misera paga corrisposta per aiutare le rispettive famiglie residenti all'estero. Per i titolari dell'azienda sono scattati gli arresti domiciliari, la sospensione dell'attività e sono state comminate sanzioni amministrative/pecuniarie superiori ai 100mila euro.

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