Paura per viadotti e gallerie: ecco le strade a rischio

Lavori e sequestri per mancati controlli o strutture non a norma. E l'Italia rischia la paralisi. Dopo il crollo del viadotto sulla A6 torna la paura. Chiuso un tratto della A26

Paura per viadotti e gallerie: ecco le strade a rischio

Il crollo del 24 novembre del ponte di Madonna del monte, sulla A6, che da Torino porta a Savona, ha riacceso le polemiche e le preoccupazioni sulle condizioni delle autostrate italiane e sulla necessità di effettuare maggiori controlli su viadotti e gallerie. Per evitare che si ripetano tragedie come quella del ponte Morandi, le procure operano in due modi: il sequestro, con annesso rischio di paralisi del Paese, o perquisizioni e blitz delle forze dell'ordine, per spingere i gestori della rete stradale a effettuare controlli. La prima strada è quella scelta dalla procura di Avellino, la seconda dai pm di Genova.

Il viadotto sulla A6

Ieri, una parte del ponte Madonna del monte, a circa un chilometro da Salvona, è crollata. A causare il cedimento sarebbero stati il violento maltempo che si è abbattuto sulla regione, che avrebbe provocato il distaccamento di una frana. Una massa di fango e detriti scesa dalla montagna, che avrebbe travolto la struttura. I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte, per escludere che nel crollo fossero rimaste coinvolte persone (guarda il video).

Per capire se vi siano responsabilità, bisognerà verificare che siano stati effettuati i controlli nel modo corretto. L'autostrada A6 è concessa in gestione a una società privata, Autostrada dei Fiori, che fa parte del Gruppo Sias. Secondo quanto riporta Agi, dal 2014, esiste una Direzione generale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, incaricata di vigilare sui controlli effettuati dai privati sui tratti autostradali che gli sono stati dati in concessione. Dalla relazione della Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali (Dgvca), emerge che nel 2016 sono state effettuate "1.101 visite ispettive relative all'esercizio autostradale". Nel biennio precedente erano rispettivamente 496 e 820. Quindi, in tre anni la Dgvca ha effettuato circa 2.420 visite ispettive, in media circa 800 all'anno. Ma, solo sull'Autostrada dei Fiori, sono presenti 389 tra ponti, viadotti e gallerie e 7.317 sulle autostrade italiane in concessione ai privati.

Strade a rischio paralisi

Tratti di autostrade con carreggiate ridotte, corsie chiuse al traffico per lavori o perché poste sotto sequestro dall'autorità giudiziaria. La procura di Avellino ha fatto scattare i sigilli per nove ponti, sulla A1 Napoli-Milano, la A14, Bologna-Taranto e la A16 Napoli-Canosa: si tratta dei viadotti Val Freghizia, Fosso pezza secca, Rio Pescara, Fonte dei preti, Del Vomano, Colonella, Lamia, Omero fabriani, D'Antico. Cantieri aperti anche in Liguria, su A26, A10, A7 e A12, dopo le indagini della procura di Genova sui report dei controlli. Critica la situazione sulla prima parte della A14, tra il Sud delle Marche e l'Abruzzo, con la carreggiata ridotta a due corsie.

Anche la situazione gallerie non lascia tranquilli. Come riporta il Sole 24 ore, il 30 aprile scorso è scaduto il termine per adeguare rifugi, ventilazione ed estintori. Ma, l'80% delle gallerie ispezionate non sarebbero risultate a norma. Così, per evitare altre chiusure e permettere la messa a norma delle strutture, bisognerà limitare il traffico e la velocità.

In serata è arrivato, inoltre, il comunicato della direzione di Tronco di Genova di Autostrade per l'Italia, che annuncia la chiusura di un tratto della A26, a partire dalle 21.30 di oggi. Risulterà chiusa, in entrambe le direzioni, la tratta dell'autostrada che va dall'allacciamento con la A10, fino allo svincolo di Masone. La misura è stata presa per consentire verifiche sui viadotti Fado Nord e Percetti Sud, dopo le richieste della procura di Genova.

Il sistema per il controllo dei viadotti di Toninelli

L'ex ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, dopo il crollo del ponte di Genova, aveva proposto una riforma, che introducesse un nuovo sistema di controllo da parte dello Stato sulle infrastrutture. Nel decreto Genova era stata istituita l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa), che ha il compito di "garantire la sicurezza del sistema ferroviario nazionale e delle infrastrutture stradali e autostradali", funzioni che prima erano del Dgvca. Le tempistiche, però, sono state più lunghe del previsto e il nuovo sistema non ha ancora visto la luce: "la piena operatività dell'Agenzia sarà comunque garantita entro la fine dell'anno", ha annunciato il nuovo ministro Paola De Micheli.

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