Pedofilia, il mistero in Vaticano: "Dossier distrutti o mai creati"

La denuncia del cardinal Reinhard Marx durante il vertice per la difesa dei minori: "Invece dei colpevoli, a essere riprese sono state le vittime"

Pedofilia, il mistero in Vaticano: "Dossier distrutti o mai creati"

In Vaticano si respira tensione durante il vertice dedicato alla protezione dei minori. Gli scandali sulla pedofilia hanno indebolito la Chiesa e ora Bergoglio cerca una via per risollevare l'immagine della Santa Sede.

Nei giorni scorsi una inchiesta del Washington Post aveva portato alla luce le accuse di chi sostiene che il Papa sarebbe stato a conoscenza degli abusi perpetrati su alcuni bambini sordomuti, senza che però venissero adottata contromisure.

Per questo, e per altri mille motivi, il summit sulla pedofilia della Chiesa è al centro dell'attenzione mediatica. Per Bergoglio le "scontate condanne" non sono più sufficienti: oggi Vescovi e prelati devono dimostrare "concretezza" nella lotta contro gli abusi sui minori.

Ne è certo anche il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, presidente della Conferenza episcopale tedesca e coordinatore del Consiglio per l'Economia in Vaticano. Durante il suo intervento al vertice in Vaticano, il porporato ha rivelato che "le procedure e i procedimenti stabiliti per perseguire i reati" in questi anni "sono stati deliberatamente disattesi, e anzi cancellati o scavalcati". Non solo. "Idiritti delle vittime sono stati di fatto calpestati e lasciati all'arbitrio di singoli individui", fatti "in netta contraddizione con ciò che la Chiesa dovrebbe rappresentare". "Gli abusi sessuali nei confronti di bambini e di giovani sono in non lieve misura dovuti all'abuso di potere nell'ambito dell'amministrazione - ha spiegato - I dossier che avrebbero potuto documentare i terribili atti e indicare il nome dei responsabili sono stati distrutti o nemmeno creati. Invece dei colpevoli, a essere riprese sono state le vittime ed è stato imposto loro il silenzio".

Per Marx la Santa Sede dovrebbe dunque cambiare passo sul tema pedofilia. Il motto è "trasparenza e tracciabilità", anche se rimangono alcune "obiezioni" sulla "violazione del segreto pontificio" e sulla possibilità di "rovinare la reputazione di sacerdoti innocenti o del sacerdozio e della Chiesa nel suo insieme attraverso false accuse". Ma queste obiezioni, ha sottolineato il cardinale, "non sono convincenti". "Ogni obiezione basata sul segreto pontificio - ha spiegato Marx - sarebbe rilevante solo se si potessero indicare dei motivi convincenti per cui il segreto pontificio si dovrebbe applicare al perseguimento di reati riguardanti l'abusi di minori. Allo stato attuale, io di questi motivi non ne conosco".