Piacenza, barista ferita e agenti aggrediti: condannato magrebino

Il nordafricano si era reso protagonista di un violento episodio di aggressione il 10 giugno dello scorso anno: gli agenti furono poi circondati e minacciati da un nutrito gruppo di stranieri, per cui è in corso di svolgimento un altro processo

Aveva prima aggredito e ferito una barista tramite un coccio di vetro, poi si era reso protagonista di una violenta rissa all'interno del locale, infine, durante le fasi dell'arresto da parte degli uomini della questura di Piacenza, aveva opposto una strenua resistenza venendo tra l'altro spalleggiato da almeno una trentina di extracomunitari che reagirono con violenza al suo fermo.

Il protagonista in negativo di quella vicenda, verificatasi lo scorso 10 giugno 2019, è stato condannato a 3 anni e 8 mesi con la formula del rito abbreviato dal giudice Luca Milani del Foro di Piacenza per le accuse di rapina, lesioni, danneggiamento e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.

Il 31enne nordafricano aveva dato inizio alle sue intemperanze all'interno del bar "Atlantic" di via Marinai d'Italia, nel quartiere del Peep. Ad essere presa di mira una barista cinese, con la quale il magrebino aveva avuto una accesa discussione: la donna fu aggredita con una bottiglia di vetro, i cui frammenti provocarono alla stessa dei tagli alla mano. Nacque una colluttazione all'interno del locale, che fu letteralmente messo a soqquadro oltre che parzialmente danneggiato dal facinoroso.

Dopo aver dato in escandescenze, il nordafricano si allontanò dal bar per evitare l'arrivo delle forze dell'ordine, cosa che non impedì comunque la sua cattura. La vittima infatti conosceva bene il suo aggressore, ed indicò agli agenti della questura di Piacenza ed a quelli del Reparto prevenzione crimine l'appartamento in cui lo straniero risiedeva, tra l'altro nelle immediate vicinanze dello stesso bar teatro delle violenze. Affidata alle cure di un'ambulanza della croce bianca, la ferita fu poi trasportata al pronto soccorso per ricevere le adeguate cure.

Nel frattempo, con le indicazioni della barista, i poliziotti individuarono il responsabile all'interno di un cortile. Tuttavia, quando questi lo ammanettarono, attorno a loro si scatenò il finimondo. Circa una trentina di altri extracomunitari si riversarono per strada per aiutare il compare ad evitare il fermo, mentre quest'ultimo, tutt'altro che passivo, continuava a scalciare verso gli uomini in divisa nel tentativo di liberarsi. Il capannello di stranieri iniziò a circondare gli agenti, gridando insulti e minacce nei loro confronti: "Ve la faremo pagare", gridarono alcuni. "Bastardi, siete tutti bastardi!", fecero loro eco altri del gruppo, alcuni dei quali colpirono con un calcio la "pantera" della polizia di Stato che portava via il 31enne. Anche quest'ultimo, tuttavia, proseguì con le sue intemperanze anche a bordo dell'auto di servizio, dove colpì i finestrini con dei calci. Uno degli agenti, oltre alla barista cinese, rimase lievemente ferito in quelle concitate fasi.

A distanza di quasi un anno arriva la condanna per il magrebino, tuttora ai domiciliari, che è assistito dall'avvocato Wally Salvagnini. Come riferito dalla stampa locale, il legale aveva richiesto che venissero riconosciute delle attenuanti al suo cliente affinchè fosse assolto per il reato di lesioni e che il reato di rapina fosse derubriacato in quello di furto. Lo straniero, infatti, secondo quanto sostenuto dall'avvocato e riferito da "Il Piacenza", aveva già risarcito alcune vittime, anche il poliziotto e la barista.

Tuttora in corso invece i procedimenti a carico degli altri stranieri che aggredirono i poliziotti in quella sera dello scorso 10 giugno.

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