Polemiche sui Moncler. Prada contro Gabanelli: "Si è dimostrata stupida"

Il ceo Patrizio Bertelli: "È naturale che in un mondo globalizzato un'impresa cerchi risorse produttive con costi più contenuti". Lei replica

Polemiche sui Moncler. Prada contro Gabanelli: "Si è dimostrata stupida"

Nuovo capitolo della querelle sui piumini Moncler. Questa volta a dire la sua è Patrizio Bertelli, l'amministratore delegato del gruppo Prada, uno dei colossi della moda e del made in Italy. Bertelli partecipa al Milano Fashion Global Summit. Quando gli chiedono un commento sulle polemiche scoppiate dopo la puntata di Report, che puntava il dito contro i maltrattamenti alle oche, fatica a trattenersi: "Una cultura del passato oramai sorpassata, per questo la Gabanelli è stata stupida". E spiega il proprio affondo: "È naturale che in un mondo globalizzato una impresa cerchi risorse produttive con costi più contenuti, per esempio in Ucraina o in Slovenia, e non si può impedirlo in un mercato liberale. Questo non vuol dire che noi dobbiamo fare i carabinieri sui produttori ai quali ci affidiamo. Lo stesso discorso vale per Prato, dove il popolo orientale ha trovato una opportunità economica e l’ha sfruttata".

Bertelli insiste prendendo di mira "un atteggiamento" che "fa parte del famoso antagonismo che non ho mai capito, persone che hanno una cultura passata da trent’anni". Report in quella puntata, ha detto ancora Bertelli, ha deciso di "affrontare il problema delle oche. Ma non capisco quale sia la distinzione con una gallina o con una balena". Il numero uno di Prada ha detto anche di non capire "chi dice di chiudere il Palio di Siena per i cavalli".

A stretto giro di posta arriva la replica della Gabanelli. "Bertelli, che vuol dire Prada, ha ragione nel darmi della stupida, sono orgogliosamente stupida, perché le mie tasse le verso fino all’ultimo centesimo; mentre lui, che è indagato per elusione per 470 milioni (nonostante sia uno degli uomini più ricchi del mondo), può propriamente definirsi furbo". E la giornalista va avanti: "Nessuno impedisce a Bertelli di andare a produrre in Transnistria (un paese nemmeno riconosciuto dalla Nazioni Unite) per 30 euro i suoi giacconi in vendita a 2.000, ma non si stupisca se qualcuno lo racconta e si chiede perché non produrre qui, visto che il lusso è il settore che ha i ricarichi più alti. Il consumatore ha il diritto di essere informato e poi sceglierà come meglio crede. Bertelli - insiste la giornalista - investe molte risorse nel monitorare la stampa, ne potrebbe investirne un po' nel monitorare i suoi fornitori, altrimenti i codici etici sono tutta fuffa. Per quel che riguarda il maltrattamento animale, non appartiene ad un mondo passato come sostiene Bertelli, perché la spiumatura da vivo avviene oggi, come ampiamente documentato. Se poi non conosce la distinzione fra una gallina e una balena - conclude Gabanelli - gli rispondo che esiste l’ignoranza colpevole".

Remo Ruffini, presidente e ad di Moncler, a un analista che chiedeva se la puntata di Report abbia avuto un impatto negativo sulle vendite di piumini ha risposto in questo modo: "Nessun impatto, il business va avanti in maniera forte, sempre più forte".

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