Processo Concordia, in aula la ricostruzione del naufragio

L'assistente del direttore di crociera sentita in tribunale sui momenti immediatamente successivi al naufragio. "L'ordine era di dire che era in corso un black out"

Processo Concordia, in aula la ricostruzione del naufragio

In una nuova udienza del processo sul naufragio della Costa Concordia, a Grosseto è stata sentita oggi Jacqueline Elisabeth Abad Quine, assistente del direttore di crociera. La donna ha ricostruito in tribunale i momenti successivi all'urto della nave sulle scole del Giglio, sottolineando come gli ordini arrivati dal "comando" fossero di dire ai passeggeri che "c'era un black out" e "dovevano tornare nelle cabine", spiegando che "era tutto sotto controllo".

"Non potevamo farli salire sulle scialuppe", ha raccontato la Quine, che in un video mostrato in aula dal pm Stefano Pizza spiega ai passeggeri: "Abbiamo un problema elettrico, appena sarà risolto tutto tornerà a posto". L'ordine di abbandonare la Concordia venne poi dato "dal comandante in seconda Bosio", tra molta confusione.

L'assistente del direttore ha raccontato di avere aiutato a formare "la catena umana" e di essersi poi imbarcata su una lancia "con 150 persone, tutte le lance erano strapiene". "Sono devota al Signore della Misericordia - ha aggiunto - e gli ho detto: 'Adesso vieni te. E mi dici cosa fare. Non so cosa fare, adesso vieni te e mi dici cosa fare per aiutare tutti questi passeggeri'".

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