La profezia "nera" di Galli: "Una triste ripassata"

Nonostante i vaccini, il professore catastrofista vede ancora nero: "Immunità di gregge? Ho l'orticaria"

La profezia "nera" di Galli: "Una triste ripassata"

Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell'ospedale Luigi Sacco di Milano, dopo un brevissimo periodo in cui è sembrato anche ottimista, è tornato a fare previsioni cupe per ciò che potrebbe accadere agli italiani a breve.

"La variante Delta fa paura"

Galli, intervenuto alla trasmissione Agorà Estate, in onda su Rai Tre, condotta da Roberto Vicaretti, ha annunciato che "questa variante ci darà una triste ripassata. Continuando a far finta che i problemi non esistano, vorrei ricordare quanto è successo l'anno scorso. L'anno scorso si diceva che non c'era problema e che in estate il virus era andato in letargo o addirittura che era morto. Ebbene dal primo settembre a oggi abbiamo avuto 93 mila morti", ha tenuto a ricordare il professore, nel caso che qualcuno se lo fosse dimenticato.

Galli ha poi cercato di spiegare che “ciò non accadrà quest'anno, perché abbiamo il vaccino e molte persone si sono vaccinate, ma sarebbe meglio evitare che il Paese non si possa muovere per incapacità di essere lungimirante e rapido negli interventi”. Non ha quindi risparmiato i politici, ai quali non ha mancato di dare consigli su come comportarsi per il bene del Paese: “Alla politica e ai politicanti dico che a forza di litigare e contrapporsi per procurarsi qualche consenso in piu da parte dell'elettorato noi possiamo trovarci a breve in guai molto maggiori".

L'immunità di gregge

E a chi pensava all’immunità di gregge, ormai non molto lontana, come salvezza, Galli ha subito spento gli entusiasmi asserendo di avere quasi l’orticaria a sentirne parlare nelle condizioni in cui ci troviamo adesso. Secondo il professore infatti, se ne potrà riparlare solo quando si riuscirà ad accertare che un certo numero di persone, una certa percentuale di un gruppo sociale, di una nazione, di una regione, è stato vaccinato. O anche quando la malattia sarà sotto controllo e il virus non riuscirà più a circolare, in modo da non riuscire a infettare il resto della popolazione. In questo momento però, per Galli è inutile pensare all’immunità di gregge.

"Vaccini impostati su virus vecchio"

"Noi stiamo vaccinando molto ma con vaccini che, seppur eccezionali, sono stati impostati su un virus che circolava nel 2020 e non riusciamo a coprire completamente il discorso delle nove varianti. Abbiamo in chi è immunizzato il 95% di protezione nei confronti dei ricoveri e dei decessi, i vaccinati molto raramente fanno una malattia gravi ma la possibilità di evitare le reinfezioni è limitata a percentuali più basse. Infine, una parte piccola di vaccinati non risponde al vaccino, sono spesso molto anziani o con problemi di salute precedenti" , ha continuato. Insomma, nonostante la campagna vaccinale prosegua e i morti, da quando ci sono i vaccini, siano drasticamente calati, per Galli tutti devono vaccinarsi perché, fino a quando il virus continuerà a circolare, la questione non sarà risolta.

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