La "profezia" sulla curva dei contagi: "Quando il Covid sarà come l'influenza"

Secondo l'analista dell'Ispi con la campagna vaccinale, anche in Italia caleranno i decessi. A metà luglio morti quasi azzerati

La "profezia" sulla curva dei contagi: "Quando il Covid sarà come l'influenza"

Segnatevi come data la metà di luglio perché, secondo la profezia dell’Ispi, in quel periodo i decessi nel nostro Paese saranno praticamente azzerati e il Covid sarà come un’influenza.

Mortalità Covid abbattuta a metà luglio

Come riportato da IlGiorno, il ricercatore Matteo Villa ha infatti spiegato che entro la metà di luglio anche in Italia la mortalità del Covid verrà abbattuta del 90%, nonostante il nostro Paese sia ancora parecchio indietro rispetto agli Stati Uniti, Israele o la Gran Bretagna. “Anche da noi si sta verificando un crollo dei decessi. Otto dosi su dieci di vaccino vanno agli over 60, ed entro la fine di giugno dovremmo arrivare a proteggere tutte le persone più esposte al rischio di morte. Il Covid diventerà pericoloso come l'influenza stagionale” ha specificato Villa, che ha tenuto anche a sottolineare come sia stata sbagliata la strategia adottata a gennaio, quando si era scelto di proteggere i sanitari e lasciare però indietro i soggetti più fragili. Con quella decisione “abbiamo perso quasi un mese e mezzo di tempo. Se avessimo operato diversamente, avremmo evitato 13mila decessi, invece dei 7mila che abbiamo stimato. Ora però stiamo andando davvero bene, stiamo usando le dosi che abbiamo al meglio possibile”.

Ecco quando caleranno i ricoveri

Secondo il sottosegretario PierPaolo Sileri entro la fine del mese avremo circa 15-20 decessi al giorno. Sul numero Villa è leggermente meno ottimista, dal momento che ha detto di aspettarsene circa una cinquantina, soprattutto a causa delle riaperture partite un po’ in anticipo se confrontate con Germania e Regno Unito, quando ancora in Italia la circolazione del virus era alta. Riguardo ai ricoveri, anche quelli caleranno: “Entro metà luglio la possibilità di finire in rianimazione dovrebbe scendere del 75%, mentre quella di finire in ospedale del 65%. Questo significa che a luglio, se il virus dovesse rimettersi per qualche motivo a circolare come in ottobre, invece di 4mila persone ricoverate in terapia intensiva ne potremmo avere solo mille, con molta meno pressione sugli ospedali”.

Intanto la campagna vaccinale prosegue a buon passo, considerando che la scorsa settimana sono state toccate le 500mila inoculazioni giornaliere. Poi però i numeri sono calati. Secondo la previsione di Villa, dovremmo arrivare a regime “dopo la metà di maggio. Oggi siamo attorno alle 410-420mila dosi. In ogni caso quello del mezzo milione di dosi è un simbolo. La campagna vaccinale, che è stata salvata da Pfizer, visto che le consegne di AstraZeneca latitano, va bene anche con queste cifre. All'inizio avevamo stimato un crollo della letalità per la fine di giugno, ma abbiamo scoperto che i vaccini proteggono dalla morte non nel 99% dei casi, ma nell'85%. Per questo abbiamo dovuto rivedere le stime. Le mancate consegne c'entrano fino a un certo punto”.

Ritardi nelle dosi consegnate

Nei primi tre mesi dell’anno sarebbero dovute arrivare in Italia 28 milioni di dosi di vaccino, invece ne sono arrivate la metà. Un po’ meglio nel secondo trimestre quando ne spettavamo 56 milioni e ne sono state consegnate 40 milioni. A questo punto l’immunità di gregge si potrebbe raggiungere dopo settembre ma, come ha tenuto a sottolineare Villa, “è un falso obiettivo. Nel resto del mondo giovane, il Covid continuerà a circolare. In Africa metà della popolazione ha meno di 19 anni. Non riceveranno alcun vaccino e continueranno a spuntare nuove varianti. Nei Paesi ricchi, l'obiettivo sarà quello di salvaguardare con i richiami le persone più fragili, come succede per l'influenza stagionale”. Il ricercatore ha smontato l’idea che in Italia si stia facendo un buon lavoro per tenere sotto controllo la diffusione delle varianti. Ha infatti spiegato che da noi esiste un report che viene pubblicato a cadenza mensile o anche più. In Gran Bretagna invece sono più meticolosi. Quindi, noi ci rendiamo conto delle varianti solo quando sono già arrivate. Grazie ai vaccini però, questo aspetto non è così grave.

La situazione in Italia

In soli sette giorni il numero dei nuovi positivi è calato di oltre il 15%, e in due settimane i ricoveri sono passati da 26.406 a 20.599, circa il 22% in meno. I nuovi positivi sarebbero però soprattutto i soggetti giovani, mentre vi è un netto calo tra gli over 70, a prova del fatto che la campagna vaccinale sta funzionando. Ancora alto il numero dei morti che è arrivato ieri a quota 300, ma comunque in calo del 28% nell’ultima settimana. Solo verso metà maggio potremo avere un’idea di quanto le riaperture e la festa interista possano avere conseguenze sulla curva epidemiologica. Domenica e lunedì si erano registrati i due dati più bassi dell’ultimo periodo, ovvero 9.148 e 5.948. Anche ieri, martedì 4 maggio, siamo restati sotto i 10mila con una percentuale di positività al 2,9%, tra le più basse.