Pubblica foto provocanti con la figlia. Il giudice dà l'affidamento al padre

La donna aveva chiesto la separazione al marito e nel frattempo usciva con la figlia 16enne. Ma le loro serate in discoteca, ma soprattutto le foto, sono state giudicate troppo osé dal giudice che ha fatto perdere la causa alla donna

Si separa dal marito e inizia a pubblicare su Facebook il resoconto delle sue folli serate con la figlia, ma una volta davanti al giudice deve pagare pegno.

La storia raccontata da Libero fa davvero riflettere. Una donna, un po' per noia, un po' per leggerezza, dopo la separazione dal marito ha iniziato a postare su Facebook messaggi, foto e video che hanno dato modo di pensare. Gli scatti, infatti, ritraevano mamma e figlia durante le serate in discoteca, in compagnia di ragazzi più grandi o mentre entrambe erano vestite in modo abbastanza provocante. Le didascalia agli scatti lasciavano poco all'immaginazione: "Un uomo molto più vecchio di lei", "Zuppa di fave dure con ditalini".

Ma se per la donna tutto questo è stato fatto per divertimento e lei, essendo grande vaccinata, poteva e può fare quello che vuole, la figlia deve rendere conto anche al padre. La ragazzina, infatti, ha solo 16 anni e dall'altra parte dello schermo c'era il padre che la guardava e giorno dopo giorno annotava le anomalie.

E così, al momento della separazione, ha portato tutto il dossierino in tribunale a Prato e neanche a dirlo il giudice, con sentenza del 28 ottobre 2016, ha dichiarato la separazione "addebitabile alla moglie" colpevole di aver infranto il legame di fiducia col marito, "sia per il suo comportamento personale sia per l' esempio/incitamento alla figlia vista quasi come compagna di avventure".

Il giudice, poi, ha assegnato la casa di Prato al marito "che la abiterà con la figlia e la donna gli dovrà versare ogni mese 200 euro a titolo di contributo per la figlia, oltre al 50% delle spese mediche non coperte dal servizio sanitario, scolastiche e straordinarie". Come ci tiene a precisare Libero, il giudice in questione ha valutato la responsabilità della donna anche in base ad altri elementi, non soltanto studiando il comportamento social.

Il giudice ha contestato alla donna un atteggiamento poco addeguato, le ha anche fatto notare che non si è mai interessata di cosa potesse pensare la 16enne. "L'atteggiamento e abbigliamento di madre e figlia appaiono inadeguati - ha detto il giudice -.Una donna libera e disinibita è sembrata la signora".

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