Quei controlli sul ponte di Genova "fatti col martello"

Emergono dettagli sui monitoraggi e sui controlli fatti sul ponte Morandi, a Genova. La tragedia, intanto, è stata definita "inaccettabile" dal Presidente Mattarella

La tragedia del crollo del ponte di Genova pone degli interrogativi obbligatori. In molti, adesso, sono impegnati a comprendere natura e portata di eventuali responsabilità. Una delle domande più frequenti è relativa ai modi tramite cui, nel corso di questi anni, si è proceduto a controllare la tenuta del viadotto.

Stando a quanto riportato da Dagospia, che ha ripreso un articolo pubblicato da Repubblica, le ricognizioni sarebbero state fatte 'a vista', mentre i tecnici preposti sarebbero saliti all'interno di gabbie composte da 'cestelli di acciaio', con una strategia messa in atto al fine di verificare, martellando sul calcestruzzo, lo stato della struttura.

Una prassi, questa, utilizzata sin dal 1967. Come i lettori ricorderanno, il ponte Morandi è un'opera iniziata nel 1963 e inaugurato dall'allora presidente Saragat quattro anni più tardi. I controlli a vista e l'uso del martello, insomma, potrebbero aver rappresentato delle costanti. Una delle ipotesi sussurrate è quella riguardante il venir meno di uno strallo. Ecco, allora, che la manutenzione potrebbe essere chiamata in causa. "Se la pista del cedimento degli stralli verrà confermata dai primi rilievi tecnici, ma anche da testimonianze già rilasciate da sopravvissuti e residenti della zona - ci si chiede nel pezzo di cui sopra - , gli inquirenti si troveranno davanti ad un bivio: evento eccezionale o carenze nella manutenzione e nel monitoraggio?". La sensazione, insomma, è che questo sia uno degli interrogativi rimasti aperti.

Intanto, dal Politecnico, hanno spiegato quali sono le consuete modailità di controllo: "Per gli stralli del viadotto Polcevera - che sono rivestiti da una trave in calcestruzzo armato pre-compresso - il controllo di routine è l'ispezione visiva ( per valutare la presenza di fessure). Il controllo con martello strumentato viene invece eseguito su stralli più convenzionali in acciaio. In passato, sugli elementi metallici interni del viadotto Polcevera venivano anche eseguiti dei controlli cosiddetti riflettometrici".

L'Italia intera e Genova, intanto, si sono fermate per commemorare le vittime di questa "tragedia inaccettabile", così come l'ha definita il Presidente Sergio Mattarella.

Commenti
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Zagovian

Sab, 18/08/2018 - 14:39

Mi è piaciuto il "tatto" del "nostro" presidente,che parla di "tragedia inaccettabile"....Non sapevo,esistessero "tragedie accettabili"!

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pierluigiv

Sab, 18/08/2018 - 15:09

un classico per Cialtronia, un impianto del valore di miliardi controllato a martellate e uno che ascolta la frequenza della vibrazione. Complimenti, avanti cosi' verso la bancarotta finale, i mafiosi al potere venderanno tutti gli italiani sul mercato degli schiavi dopo aver estratto loro le protesi dentarie d'oro

fer 44

Sab, 18/08/2018 - 15:12

Non sono uno specialista in materia, ma a me pare che i "precompressi" si facciano a parte e poi si assiemino. Come si fa a rivestire degli stralli (leggasi cavi, già posati) con "una trave in calcestruzzo armato pre-compresso" ? Bo?

frapito

Sab, 18/08/2018 - 15:15

@zagovian- se fosse stato un "meteorite", forse sarebbe stato "accettabile"!!!!!

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Professor...Malafede

Sab, 18/08/2018 - 15:28

Va be'... il far west è riservato solo ai casi ben più gravi di mancanza di rispetto verso rom ed extracomunitari.

Ritratto di BenFrank

BenFrank

Sab, 18/08/2018 - 15:35

Le parole di don Mattarella... ma non potrebbe starsene zitto? Sono stati i governi dei suoi compari di partito a regalare le autostrade ai magliari di Bergamo!

Pigi

Sab, 18/08/2018 - 15:46

L'evento eccezionale non c'è stato. Non ci sono stati terremoti, attentati, veicoli finiti contro i piloni... Il cedimento di un cosiddetto strallo, dopo decine di anni, può avvenire solo se lo stesso era gravemente danneggiato, ma se era gravemente danneggiato non è stato adeguatamente controllato, ovvio. Si parla di "ispezione visiva", ma dal livello della strada alla cima del pilone dovrebbero esserci più di 40 metri. Si sono arrampicati fino lì, e si sono spostati lungo tutto lo strallo oppure l'ispezione era del tipo "ad occhio e croce"? C'è un verbale dei controlli effettuati?

petra

Sab, 18/08/2018 - 15:47

Ma si puo' costruire un ponte di tale entità e valore, che ha una durata di 50 max 100 anni? E' inconcepibile. Almeno i Romani ai loro tempi costruivano ponti che duravano 2mila e piu' anni. Chi mai, anche in futuro, deciderà dall'oggi al domani di demolire dopo 50 anni, per sicurezza, un ponte del valore di parecchi miliardi e di interesse vitale per una città? Nessuno. E se il ponte di Genova fosse stato amministrato dallo Stato sarebbe crollato allo stesso modo, forse anche prima.

rise

Sab, 18/08/2018 - 16:07

Scusate spiegate ai lettori cos' è un "martello strumentato", che serve per imprimere una forza e verificare con un accelerometro la resistenza dell' oggetto soggetto al test. Non è mica il martello per i chiodi e che diamine un pò di informazione! Mica siamo dei professori!

jaguar

Sab, 18/08/2018 - 16:09

Se i "tecnici" preposti ai controlli hanno nel martello il loro migliore strumento di diagnosi, i ponti italiani verranno giù tutti.

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Zagovian

Sab, 18/08/2018 - 16:14

Fa quasi sorridere(ma dovrei piangere),il sentire parlare di "pratiche ispettive" di questo tipo,su queste strutture,con tutta la TECNOLOGIA moderna(in essere gia da una decina di anni fa)...Abbiamo a che fare con degli "ingegneri civili" o con dei muratori di loculi?(che forse hanno "sentito dire",di queste TECNOLOGIE)!.....Questi sono da rimandare all'Università,o in galera!

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Zagovian

Sab, 18/08/2018 - 16:44

@jaguar:...considerazione ovvia!....Ho raccontato a mia figlia,una ragazzina di questo "strumento"....."papà,...forse si tratta di un martello "super-tecnologico""....."Può darsi,ma credo si sia trattato di un martello,che si può comperare nella ferramenta sotto casa per 5-10 euro"(mia risposta)!

jaguar

Sab, 18/08/2018 - 17:12

Zagovian, si parla anche di ispezione visiva, ma nessuno ha visto le crepe nel manto stradale e men che meno la fontanella di acqua piovana che usciva dal cemento di uno dei piloni(filmato trasmesso in tv). Questi fantomatici tecnici non sono da rimandare all'università, sarebbero soldi sprecati.

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Anonimo (non verificato)

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Zagovian

Sab, 18/08/2018 - 22:52

@fer 44:...certamente,le cose non tornano....Le travi "precompresse",vengono prima "gettate" in casseforme,disarmate,e dopo i giorni di "maturazione",si "tendono" i cavi all'interno(posizionati all'interno di canaline,inglobate nella struttura ormai rigida),per creare le condizioni di "precompressione".In questo ponte,la copertura in cemento,mi sembra "posteriore" al posizionamento degli stralli stessi!