Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 18:00
Cronache

Razzismo, la Ue bacchetta l'Italia: "Più moschee e subito lo ius soli"

La Commissione anti-razzismo del Consiglio d'Europa punta il dito contro Roma: l'Italia deve affrettarsi per la naturalizzazione degli stranieri e aprire più luoghi di culto islamici

Il sociologo che ci ha preso sul comunismo canta la fine dell'Ue

Un Paese che ha ancora molto cammino da fare sulla strada della lotta al razzismo e all'intolleranza: è questo il quadro che dà dell'Italia la Commissione contro il razzismo e la discriminazione del Consiglio d'Europanel suo rapporto periodico.

L'Ecri (questo è il nome dell'organismo europeo in questione) ha elencato i punti su cui il nostro Paese non ha fatto abbastanza e su cui deve ancora lavorare per tenere il passo degli altri Stati membri.

Lo ius soli

Il primo tema caldo è quello della naturalizzazione dei cittadini di origine straniera: l'Italia deve "completare l'iter legislativo per la modifica della legislazione sull'acquisto della cittadinanza al più presto possibile, al fine di facilitare la naturalizzazione di minori stranieri nati o che hanno frequentato la scuola in Italia". In parole povere, Roma deve dotarsi di una legge per loius soli. E deve farlo in fretta. Allineandosi per l'appunto alle disposizioni della Convenzione Europea sulla nazionalità.

Da Bruxelles arriva inoltre un monito a che "le autorità italiane approvino una nuova legge o riformino la legge sull'accesso alla cittadinanza in modo tale che nessun bambino nato in Italia sia apolide."

Le moschee

Un altro capitolo importante è relativo alle moschee. Che in Italia, tema caldissimo in tempi di campagna elettorale, secondo l'Ecri sarebbero decisamente troppo poche.

Nel nostro Paese ci sarebbero infatti almeno 1 milione e 700mila musulmani, a cui va garantita "particolare attenzione nella rimozione di ostacoli giuridici o amministrativi non necessari alla costruzione di un numero sufficiente di luoghi di culto islamici."

Il razzismo in Europa

Secondo il rapporto Ecri, nel 2015 in Europa il sentimento anti-immigrati e l'islamofobia sono stati fra i fattori più influenti nel dibattito pubblico e nelle agende politiche. "Gli Stati devono combattere le violenze a sfondo razzista e implementare le politiche d'integrazione per migranti, richiedenti asilo e rifugiati - spiega il presidente di Ecri Christian Ahlund - Il principio dell'equa distribuzione dei migranti è un fattore chiave per lo sviluppo di politiche efficaci su questo tema delicato

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.