Rimini, l'orrore in spiaggia: "Stupri ripetuti e doppia penetrazione"

Il racconto della ragazza polacca stuprata in spiaggia a Rimini: ". Mentre i due mi tenevano ferma con le gambe aperte, il terzo abusava sessualmente di me"

Rimini, l'orrore in spiaggia: "Stupri ripetuti e doppia penetrazione"

Orrore. Violenza. Inaudita ferocia. Sono queste le parole che riassumono gli stupri commessi a Rimini da un branco di immigrati, formato - secondo gli investigatori - da tre minorenni (due fratelli marocchini e un nigeriano) e da Guerlin Butungu. Dai verbali di deposizione delle vittime emerge un quadro inquietante.

A raccontare l'inizio della notte di follia tra il 25 e il 26 agosto scorsi è la ragazza polacca, stuprata a turno e contemporaneamente dal branco. La giovane era con un amico in spiaggia quando uno dei componenti del branco si "materializza" di fronte a loro chiedendo da dove venissero e imponendo di consegnargli cellulari e portafogli.

Una rapina che ben presto si trasforma in violenza sessuale e percosse. Come scritto nei verbali, riportati diffusamente da Libero, "repentinamente venivamo aggrediti dall' uomo che avevamo di fronte, che subito colpiva il mio amico al volto, facendolo cadere a terra mentre dall' oscurità si materializzavano davanti a me prima due persone, poi un terzo, che mi immobilizzavano, buttandomi a terra, poggiandomi di schiena sulla sabbia e colpendomi con più colpi al volto, alla testa e sul corpo".

Il racconto della polacca è angosciante. Lascia senza fiato. Il ragazzo viene immobilizzato a terra con la faccia immersa nella sabbia e il vomito che lo attanagliava. Faceva fatica a respirare, chiedeva acqua ma loro dicevano di avere a disposizione solo acqua di mare. E mentre lui lottava per non morire, la ragazza veniva violentata. "I tre - si legge nei documenti a disposizione del Gip - tenendomi anche per la gola quasi a strozzarmi, facendomi rimanere senza respiro, mi calavano i pantaloni e poi gli slip. Mentre i due mi tenevano ferma con le gambe aperte, il terzo abusava sessualmente di me, penetrandomi nella vagina, dando poi il cambio agli altri due, che mi penetravano anche loro nella vagina".

La prima violenza sessuale sarebbe durata 20 minuti, almeno questo ricorda la vittima polacca. Ma non bastava alle bestie del branco. Secondo il Gip, che lo scrive nell'ordinanza, gli stupratori cominciano ad avere difficoltà a penetrare la ragazza. La sabbia, scrive il Gip, "rendeva difficoltosa la penetrazione; infatti, dopo il lavaggio nel mare, gli aggressori hanno ripreso a violentarla più volte".

La scena si sposta dunque in acqua, dove si consuma il secondo stupro. Dopo averla fatta rinvenire e "lavata" sulla riva "venivo nuovamente trascinata da questi per circa due-tre metri verso la spiaggia, ad almeno 15 metri dal mio amico, che sentivo ancora lamentarsi. Ancora immobilizzata da almeno due di questi, ancora di schiena sulla sabbia, venivo girata su un fianco e penetrata contemporaneamente da due di questi criminali sia in vagina sia nell' ano ove mi eiaculavano".