Come ripartire da quel che resta dell'Italia

L'ondata populista che rischia di mandare in frantumi il nostro Paese non è finita. La borghesia impoverita che voleva di nuovo il benessere, chi ha ideali, speranze e valori aspetta ancora una classe politica colta, selezionata, esperta, che studia e conosce il mondo, capace di intuire cosa avviene, cosa sta per avvenire e anticiparlo.

Questa è un'epoca che sulla grande distesa di illusoria uguaglianza seguita alla caduta del muro di Berlino al Wto e a Internet ha visto il formarsi di grandi potenze sovrannazionali (Google, Facebook, Amazon) e immensi fondi di investimento dove i singoli piccoli Paesi sono come formiche. E alla formazione di nazioni come Usa, Russia, Cina e India, che non sono imperi ma nazionalismi spietati. Queste forze ci annienteranno. E noi Europa non abbiamo capito che solo uno Stato confederale europeo, con pochi ma forti poteri federali avrebbe potuto difenderci dai nemici esterni e negoziare con questi le regole del nuovo ordine mondiale. Noi dovevamo chiedere una Europa fatta di tanti stati e sopra di essi un unico leggero potere come gli Usa nel 1800. Invece abbiamo continuato nei nostri tradizionali bisticci a starnazzare come galline in un pollaio.

In un mondo in cui emergono le nazioni, noi italiani potremmo diventare il Paese che dà gli ideali, che cerca di ricostruire i fondamenti della cultura europea a partire dalla tradizione democratica greco-romana e comunale, e un sapere italiano ed europeo che vede procedere insieme la scienza e la filosofia, l'arte e il commercio. Invece ci siamo fermati, assorbiti dall'americanizzazione consumistica. Non ci siamo occupati di università, cultura, giovani e imprese. Dobbiamo prepararci ad affrontare una realtà spiacevole ma che va governata.

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Commenti
Ritratto di Risorgeremo

Risorgeremo

Dom, 10/11/2019 - 18:13

Abbia il coraggio di andare fino in fondo, Alberoni, e spiegarci chi, come e perché vuole distruggere la nostra «tradizione democratica greco-romana e comunale, e un sapere italiano ed europeo che vede procedere insieme la scienza e la filosofia, l'arte e il commercio». E poi il Suo pur rispettabile argomentare andrà in cortocircuito, perché chi vuole distruggerci e sottometterci non sono americani, russi e cinesi, ma Macron e la Merkel. Purtroppo in questo momento è proprio l'Europa il nostro più acerrimo nemico.

senatoreromano

Dom, 10/11/2019 - 19:52

I tentativi di far ripartire l'Italia, intesa come sistema Paese,comunità nel bel mezzo di fenomeni d'epoca (Google, Facebook, Amazon ecc..)non potranno non prescindere dai contenuti e dai suggerimenti esposti nel discorso di Sua Santità Giovanni Paolo II in visita al Parlamento Italiano in seduta pubblica e comune del 14 novembre del 2002.Il Papa polacco ha tanto amato la nostra nazione dando prestigio e luce ad essa durante il suo lungo pontificato. È' da qui che si può e si deve ripartire! Il declino che stiamo vivendo è solo colpa della politica politicante e autoreferenziale, priva di valori e digiuna di Cultura e di chi con il proprio consenso la legittima.

Italo2000

Dom, 10/11/2019 - 20:18

Prof. Alberoni la sua affermazione"potremmo diventare il Paese che dà gli ideali, che cerca di ricostruire i fondamenti della cultura europea a partire dalla tradizione democratica greco-romana e comunale, e un sapere italiano ed europeo..." è bella ma mi sembra pura utopia. In questo momento l'Italia non ha nulla da esportare di buono in questo senso in quanto non può dare l'esempio un paese dove la corruzione è a tutti livelli e quindi anche nelle istituzioni e dove non c'è alcuna progettualità per il sistema paese, che tra l'altro vive da anni sull'orlo del default

apostata

Dom, 10/11/2019 - 21:45

L’articolista aspetta ancora una classe politica salvifica. La classe politica rispecchia il popolo che la esprime. La qualità è modesta perché il popolo è modesto. La manodopera ha ceduto il posto alla manovalanza straniera, (con accondiscendenza si diceva “gli italiani non vogliono fare più certi lavori”). I migliori scappano. I nemici non sono google, facebook, amazon, siamo noi stessi. L’europa è irreversibilmente legata alla follia di un’impostazione iniziale non migliorabile. Prodi ne è stato uno degli artefici con l’euro e l’allargamento insensato che la rende ingovernabile, (meglio sarebbe stato conservare il nucleo dei fondatori e sviluppare accordi per la crescita degli altri paesi). Degli antichi valori grecoromani non è rimasto nulla e anche se li avessimo, non servirebbero a cambiare il mondo con nuovi modelli di sviluppo fondati su poesia e filosofia.

nopolcorrect

Dom, 10/11/2019 - 21:56

Sogni ad occhi aperti. Oggi non abbiamo una sola Università italiana fra le prime 100 università del mondo, nessuno dei capi dei tre partiti maggiori è laureato, a Salvini mancavano 3 esami, Zingaretti ha un diploma da odontotecnicoo, Di Maio ha una licenza liceale ed è un ministro degli esteri che non conosce né la geografia né l'Inglese...potrei continuare, purtroppo, ma credo che basti.

tuttoilmondo

Dom, 10/11/2019 - 22:15

E' semplice ma non facile: bisogna cambiare la Costituzione, e ci saranno resistenze. Bisogna trovare un sistema che permetta di governare senza ricatti. Il doppio turno alla francese è una soluzione. Ma ci sono gli oppositori, ovvero tutti quelli che resterebbero a bocca asciutta se non vincono. Perché la brutta storia è questa: chi fa politica, vincente o perdente deve arricchirsi. Quindi doppio turno ed elezione diretta del Premier e Capo di Stato. E poi riforma della magistratura: FUORI i togati dalle camere di consiglio. Che siano i cittadini ad emettere le sentenze come avviene in USA ed in tutti i Paesi civili.

Valvo Vittorio

Lun, 11/11/2019 - 11:01

Una società perfetta non esiste, essa è in continua evoluzione e l'ansia di conoscere è nell'uomo. La delinquenza è sempre esistita e rimarrà anche nel futuro. Il grande Pirandello scrisse "L'ultima isola", in altre parole di alcuni ladri che volevano rinsavire isolandosi in un luogo per ricominciare una nuova vita! La conseguenza fu che ricominciarono in piccolo ciò che facevano prima su larga scala. La speranza "fortunatamente" è l'ultima a morire.

ectario

Lun, 11/11/2019 - 11:02

Gentile "tuttoilmondo", daccordissimo sull'aggiornamento di una Costituzione fatta per una sola parte - minoritaria - di questa nazione. Purtroppo non mi trovo daccordo sul doppio turno in quanto altra furbizia che avvantaggia quasi sempre e comunque la SX, al massimo il CSX. Roma ne è una prova. Questa città dovrà subire per altri 2 anni una incapace disonesta, votata solo dal 32% dei cittadini romani. Le vere democrazie - Gran Bretagna e USA - non hanno affatto alcun doppio turno e sono quelle che rappresentamo al meglio la volontà popolare.

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dlux

Lun, 11/11/2019 - 11:18

Non sono d'accordo già dalla prima frase "L'ondata populista che rischia di mandare in frantumi il nostro Paese non è finita". Quella che Lei chiama ondata populista non ha ancora dimostrato ciò di cui è capace, avendo avuto come partner il peggio che si potesse immaginare: il M5s. L'ondata populista (termine usato per lo più in senso dispregiativo, mentre secondo me è addirittura nobile, visto che richiama il popolo, nel cui nome solamente viene eletto il parlamento), quando si sarà esaurita la nefasta ondata comunista che, ricordo, è al governo solo per le libere interpretazioni del pdr, andrà al governo e penserà al popolo prioritariamente, contro tutto e contro tutti. Abbia la pazienza di aspettare e vedrà.

mariolino50

Lun, 11/11/2019 - 13:01

tuttoilmondo Col doppio turno può vincere uno con meno del 25% dei voti veri, quelli del primo turno lo sono, esempio l'attuale presidente francese, ovvero la minoranza più grossa ha un potere enorme insindacabile, non lo voglio nemmeno per chi voto io, troppo pericoloso, vista le gente in giro. Le giurie come dice lei si vedono nei telefilm americani, esistono li e non sono sicuro di GB, altrove non cè la common law, ma gli eredi del diritto romano, e il giudice lo fà che chi ha studiato appositamente, come chi fà il medico o l'ingegnere, non il popolo ignorante della materia.

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liberopensiero77

Lun, 11/11/2019 - 14:06

Assolutamente d'accordo col prof. Alberoni che, pur scrivendo su un giornale di destra, mantiene la sua indipendenza di giudizio e conferma di possedere un notevole spessore culturale. Invece alcuni commentatori dimostrano di navigare appiattiti su alcuni luoghi comuni della cultura sovranista anti-UE, come la storiella che Francia e Germania ci vogliono distruggere (eppure questa tesi non trova riscontro nei Trattati, mentre fino agli anni 70/80, quando eravamo ancora considerati in via di sviluppo, prendevamo un mucchio di contributi dall'UE ...).

Ritratto di Risorgeremo

Risorgeremo

Lun, 11/11/2019 - 17:57

@liberopensiero77. Guardi, se Lei intendeva riferirsi al mio commento, non mi sento affatto appiattito sui luoghi comuni, mi sento piuttosto un mero osservatore di come Francia e Germania ci considerino una colonia da sfruttare. Penso non sia necessario ricordarLe il rispetto che il sig. Macron mostra ogni giorno verso le nostre imprese - terra di conquista - e i nostri confini nazionali - violabili a suo capriccio -. Per non parlare della questione immigrati.

sparviero51

Lun, 11/11/2019 - 18:06

EGREGIO PROFESSORE,QUANDO UN POPOLO OVINO ELEGGE DEI GRILLINI AL GOVERNO DEL PAESE ,NON CI SONO PIÙ SPERANZE . L'UNICA COSA DA FARE È ANDARSENE IN ESILIO VOLONTARIO IN QUALCHE POSTO TRANQUILLO !

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 12/11/2019 - 10:54

@Risorgeremo, temo che lei abbia le idee un po’ confuse. Ed infatti prima sostiene che Francia e Germania ci vogliono “distruggere”, e poi che ci considerano una “colonia da sfruttare”. Delle 2 l’una, o ci vogliono “distruggere”, oppure ci vogliono “sfruttare”, perché mi pare difficile sfruttare qualcosa che viene distrutta… La verità è che i 3 citati Paesi fanno tutti parte dell’UE, e sono uniti da talmente tanti vincoli giuridici, politici, imprenditoriali, commerciali, di circolazione viaria, ecc., che è impossibile enumerarli in poche righe. Ci si fa concorrenza? Si bisticcia sui migranti? Macron fa la voce grossa? Succede perfino all’interno delle famiglie, perché non dovrebbe succedere fra nazioni diverse? Ma ci sono anche tante operazioni che uniscono, si pensi ad es. all’accordo Italia-Francia sulla cantieristica, e alla recente fusione tra FCA e Peugeot. Bisogna pensare positivo.