"Rischio prescrizione delle denunce": l'allarme del procuratore di Agrigento

Il procuratore di Agrigento ha diffuso una circolare agli organi competenti affinché venga data massima priorità alle segnalazioni di notizie relative ad epidemia, epidemia dolosa e false attestazioni a pubblico ufficiale. "Se le violazioni all'art. 650 del C.p. non si laorano subito, cadranno in prescrizione"

Da quando è entrato in vigore il decreto sul contenimento del coronavirus, firmato dal presidente del consiglio dei ministri, le forze dell’ordine sono state impegnate in prima linea a verificare che i cittadini si attenessero alle disposizioni. Le pagine di cronaca di questi giorni ci fanno vedere immagini che riprendono gli uomini in divisa a controllare chiunque si trovi in giro, allo scopo di verificare la veridicità delle autocertificazioni. Come ormai risaputo sono tre le motivazioni che consentono di uscire di casa: lavoro, spesa e questioni attinenti la salute. Tra i controlli eseguiti in provincia di Agrigento sono più di 500 le denunce emesse per mancata osservazione del decreto.

Diversi i motivi che hanno portato gli agrigentini a trasgredire quelle regole ritenute fondamentali affinché si possa evitare il contagio della malattia che sta mettendo in ginocchio l’Italia. Ragazzi ritrovati sulle panchine a giocare col cellulare, gente che andava a raggiungere amici a cena, chi doveva andare a comprare una casa o chi ancora, trovato a passeggiare senza motivo. Diverse le circostanze che fanno capire come ancora ci sia tanto da fare affinché possano tutti realmente attenersi alle disposizioni. Ed in merito alle denunce emesse in questi giorni è intervenuto il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, lanciando un allarme. Ovvero quello che solleva il rischio sulla prescrizione delle stesse denunce.

Il tal senso il procuratore agrigentino ha firmato una circolare in cui dichiara la necessità di procedere con richiesta di decreto penale di condanna nei confronti di chi non rispetta le norme e continua ad uscire di casa senza un valido motivo. “Se se le denunce per la violazione dell'articolo 650 del Codice penale non si lavorano subito- ha spiegato il procuratore all’Adnkronos- finiranno tutte in prescrizione, tranne che non vengano inasprite le pene o creata una nuova figura di reato".

In tal senso, Patronaggio ha inviato una circolare al procuratore generale, al presidente del tribunale, al presidente della sezione Gip, nonché ai vertici di carabinieri, della guardia di finanza e della polizia di Stato. L’obiettivo è quello di poter adottare misure più veloci rispetto al normale per la segnalazione delle notizie di reato. A questo proposito, si legge nel documento che dovrà essere data “massima priorità alle segnalazioni per epidemia, epidemia dolosa e false attestazioni a pubblico ufficiale, provvedendo a richiedere misura cautelare ove non sia stato eseguito arresto o fermo dove previsto". Ed ancora si prevede che "tutte le segnalazioni per la violazione dell'articolo 4 del Dcpm vengano trattate con priorità rispetto agli affari correnti e che, in taluni casi, ferma restando la valutazione caso per caso e la discrezionalità del pm assegnatario in ordine alla fondatezza e alla gravità del caso, appare opportuno procedere con richiesta di decreto penale di condanna" . Per quanto concerne poi la pena pecuniaria richiesta per la violazione dei comportamenti richiesti, non va avanzata sospensione della pena.

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Commenti

steacanessa

Gio, 19/03/2020 - 16:46

Ma questo procuratore ansioso di notorietà non è mai contento dei danni che provoca?