Così Roma dimentica i bambini: l'area giochi tra risse, spaccio e degrado

Nel parco archeologico di Colle Oppio c'è un'area giochi dimenticata dove i bambini sperimentano la difficile convivenza con risse, spaccio di droga e accampamenti abusivi

È stato, forse, troppo clemente il New York Times quando, entrando a gamba tesa nelle disavventure della Capitale, scriveva: “I nuovi politici non sono migliori dei vecchi”. Basta fare due passi nel cuore di Roma, infatti, per rendersi conto che l’amministrazione anti-establishment è riuscita a fare anche peggio di chi l’ha preceduta.

Un esempio lampante di quanto appena detto ci giunge da Colle Oppio, il parco archeologico che – ogni anno – conduce milioni di turisti al cospetto del monumento più visitato al mondo: il Colosseo. Ma quest’area verde di Roma, drammaticamente abbandonata al degrado, non è solo una delle principali passerelle turistiche dell’Urbe. Qui, tra antichi ruderi e sentieri, c’è anche una piccola area giochi attrezzata, l’unica della zona, dove decine di bambini, ogni giorno, sperimentano la difficile convivenza con risse, spaccio di droga ed accampamenti abusivi.

“Noi non ce ne andiamo”

Sono da poco passate le 18 quando, giovedì scorso, scoppia una rissa tra alcuni immigrati che stanno bivaccando vicino all’area giochi, in quel momento particolarmente affollata, di Colle Oppio. Nel parco non c’è un presidio di sicurezza, di rado si vede passare qualche pattuglia, perciò spetta alle mamme chiamare il 113. La polizia arriva, controlla i documenti del gruppetto: “Sono dei richiedenti asilo di etnia curda, hanno le carte in regola per rimanere”, afferma un agente facendo spallucce di fronte alle richieste dei genitori. La pattuglia se ne va. Gli immigrati, come anticipato, restano. Ma, a sorpresa, restano anche le mamme. “Pochi minuti fa è scoppiata una rissa, ma non è una cosa che accade di rado – racconta Silvia – noi ci siamo abituate, tant’è che le mamme ormai conoscono la situazione, si spaventano, ma non abbandonano il parco”. E pensare che “la pericolosità di quest’area – s’inserisce Giorgio, il papà di Flavio – l’abbiamo segnalata anche mesi fa quando ci fu la vicenda dello stupro della donna australiana che dalla stazione Termini venne portata qui, di notte, e violentata a pochi passi dal parco giochi. Ricordo che, all’epoca, si mossero troupe televisive e giornali, ma al caso mediatico non ha fatto seguito nessun tipo di intervento per sorvegliare un minimo questa zona”.

Bambini “immersi” nel degrado

Ma l’affaire sicurezza, pur essendo in cima alle preoccupazioni dei genitori, non è certo il solo nodo da sciogliere. “Il giardino non è mai stato più sporco di così”, sostengono le mamme ed i papà, costretti a far giocare i propri figli in un’area che – a volerle fare un complimento – può esser definita “degradata”. A partire dall’erba alta, sino ad arrivare agli avanzi di cibo ed alle bottiglie di birra disseminate ovunque, passando per gli indumenti abbandonati a terra o sulle cancellate che proteggono le vestigia romane. I giacigli di cartone, i materassi e le coperte, in alcuni tratti, arrivano a ricoprire interamente il prato. E c’è persino una latrina a cielo aperto, proprio dietro all’area giochi, che emana un fetore insopportabile. Poi ci sono le siringhe. “Nel parco, così come in tutto il quartiere – prosegue Silvia – è tornata prepotentemente la droga, quindi troviamo sia siringhe usate ma anche, molto spesso, siamo testimoni di scambi di droga”, racconta questa giovane mamma indicando la vegetazione incolta dove, a suo dire, gli spacciatori sono soliti nascondere le sostanze che trafficano.

Si presenta così, nonostante i 600mila euro stanziati in occasione del Giubileo della Misericordia, il parco di Colle Oppio. Tanto il Servizio giardini quanto l’Ama, rispettivamente competenti della manutenzione e della pulizia della villa, dopo una serie di interventi che le mamme di Colle Oppio definiscono “spot”, latitano. E, all’orizzonte, lo scenario è ancor più fosco: in quel del Campidoglio, infatti, si è optato per la linea “sperimentale” e, per ovviare al problema, è stato deciso di ricorrere alle associazioni di volontariato che, a titolo gratuito, faranno da “stampella” alla zoppicante amministrazione grillina. Basterà?