Ritocco prima delle nozze: così le musulmane si "rifanno" la verginità

Una decina di anni fa gli interventi di imenoplastica si contavano sulle dita di una mano, oggi se ne contano almeno tre alla settimana

Ritocco prima delle nozze: così le musulmane si "rifanno" la verginità

Primavera, stagione di matrimoni e le telefonate ai reparti di chirurgia plastica degli ospedali pubblici e delle cliniche private si infittiscono. Voci di giovani donne si rincorrono tra il centralino, i reparti, gli studi dei medici specialisti. Alla clinica Mozart a Nizza, all'ospedale Delafontaine di Saint-Denis, all'ospedale di Rennes, ai Chu, centre hospitaliers universitaires, equivalenti ai nostri policlinici, di Parigi, Lione e di tante altre città della Francia.

Che cosa chiedono? Di rifarsi il seno, di arrotondare le labbra, oppure una limatina al naso forse un po' aquilino? Una liposuzione per togliere quella cellulite di troppo e apparire più sexy agli occhi del futuro sposo? No, le ragazze che telefonano, sempre più numerose ammettono al Cngof, il collège national des gynécologues et obstétriciens français, l'ordine professionale dei medici ginecologi, chiedono una sola cosa: una imenoplastica, la sutura dell'imene, insomma rifarsi la verginità in vista delle nozze.

Si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di giovani donne musulmane, nate, cresciute, educate in Francia, magari con un bac (il diploma di maturità) e un lavoro, che, però, non riescono a resistere alla pressione delle famiglie tradizionali e, per evitare problemi, si rivolgono a un chirurgo plastico per potersi presentare illibate in moschea il giorno del matrimonio. Possibile? "Sì, è possibilissimo" risponde la signora Raoudha, origini marocchine e responsabile delle pubbliche relazioni della clinica Mozart di Nizza, "in questo momento abbiamo una quindicina di donne in lista d'attesa per un intervento di imenoplastica. Capisco che può fare impressione, che può sembrare una sconfitta soprattutto per noi donne musulmane che viviamo in Francia non nel Sahel, ma è così, bisogna prenderne atto oppure fare qualcosa, ma che cosa?".

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