Ruby, ancora fango sul Cav Ma ora i giudici ammettono: "Minorenne? Nessuno sapeva"

Ancora accuse a Berlusconi che non è coinvolto in questo processo. Ecco le motivazioni della sentenza del processo Ruby bis. Pene scontate per Fede, Mora e Minetti

Ruby, ancora fango sul Cav Ma ora i giudici ammettono: "Minorenne? Nessuno sapeva"

“Il quadro che si delinea è quello di giovani donne, alcune frequentatrici abituali della residenza che partecipavano alle feste e in particolare agli intrattenimenti dell’ormai noto bunga bunga con la prospettiva di ricevere una in denaro”. È uno dei passaggi della sentenza depositata questa mattina dal presidente Arturo Soprano della terza sezione della Corte d’Appello di Milano che si è pronunciata sul cosiddetto processo Ruby bis a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.

Il 13 novembre scorso la Corte aveva condannato a 3 anni la Minetti, 4 anni e 10 mesi Emilio Fede e poco più di un anno, in continuazione con una precedente condanna per bancarotta fraudolenta, Lele Mora.

La Corte d’Appello aveva modificato sostanzialmente alcune delle imputazioni, assolvendo da una parte di esse Emilio Fede, ma aveva ritenuto comunque provato che ad Arcore si verificassero episodi qualificati come prostituzione: “Quello imperniato sulle serate di Arcore e sui rapporti tra giovani donne e Silvio Berlusconi era un sistema prostitutivo”.

La parziale assoluzione di Emilio Fede dall’accusa di prostituzione minorile per avere portato Ruby ad Arcore quando aveva solo 17 anni, viene motivata dai giudici come già è stata motivata l’assoluzione del Cavaliere: “Fede non sapeva, o meglio non si ricordava della vera età di Ruby. (...) Sembra possibile che Fede, prima del 14 febbraio 2010, avesse cancellato dalla memoria la storia della ragazza. E non è probabile che, in quell’occasione, nel momento in cui stava cercando aiuto per trovare lavoro, Ruby abbia ricordato la sua età”. Ma i giudici ritengono provati comunque i rapporti di prostituzione tra Ruby e Berlusconi e lanciano un’accusa che potrebbe pesare nel corso del cosiddetto processo Ruby ter che vede l’ex premier accusato di corruzione di testimoni: “Inequivoco e incontestato è il fatto che la El Mahroug ricevesse soldi da Berlusconi prima in corrispettivo delle prestazioni ottenute, poi per comperare il suo silenzio”.

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