La paura dell'equipaggio della nave Costa Mediterranea: "Non dovevamo imbarcare"

La paura dell’equipaggio con a bordo personale medico molto limitato. "Non dovevamo imbarcare con l’allerta coronavirus. Qui rischiamo la vita"

La nave salperà al tramonto. E non ci sono santi. Ma un senso di preoccupazione resta. È la paura di chi teme il contagio da coronavirus imbarcato nel cuore dell’Oceano Indiano. È la paura di chi sta lavorando su una nave Costa Crociere. Una nave che fino a ieri ha continuato a imbarcare passeggeri da diversi Paesi europei. Sono 800 in tutto. Chiusi come sardine e con la paura di ammalarsi. Si tratta di turisti imbarcati il 13 marzo, il giorno prima della sospensione dei viaggi di Costa Crociere prevista per il 14.

I viaggiatori erano arrivati alle Mauritius dall’Europa. Prima delle restrizioni operate dal Paese a causa dell’emergenza coronavirus e, secondo quanto riportato da Costa Crociere, rischiavano di rimanere bloccati a Port Louis senza la possibilità di tornare a casa. Sono quindi saliti sulla nave e scenderanno il 10 aprile a Venezia, quella che sarebbe dovuta essere la tappa finale del loro viaggio. Arriva, però, al nostro giornale una missiva che racconta la vita dell’equipaggio sul questo colosso del mare. È tutt’altro che rassicurante.

Raccontano di trovarsi a bordo della nave da crociera Costa Mediterranea partita il 3 ottobre 2019 dal porto di Genova. La stessa, si è diretta nell’Oceano Indiano facendo come itinerario Seychelles, Mauritius, Madagascar. L’arrivo in Italia, come detto, è previsto a Venezia in data 10 aprile. L’itinerario è stato questo fino alla scorsa crociera. Ma a seguito della diffusione dell’epidemia i piani sono cambiati. Sia il Madagascar che le Seychelles hanno rifiutato di farli attraccare. Dopo 6 giorni di navigazione sono arrivati alle Mauritius e ieri hanno iniziato il "crossing" di ritorno verso l’Italia.

Le tappe sarebbero dovute essere Israele, Salala, Giordania, Grecia... Ma non sarà così. Torneranno in Italia facendo solo scali tecnici. Alcuni membri dell’equipaggio protestano per la decisione della compagnia di lasciar salire a bordo i passeggeri. In molti temono un’emergenza difficile da controllare sulla nave nel caso qualche viaggiatore sia positivo al coronavirus, soprattutto perché in uno spazio così ristretto il rischio della diffusione del contagio è più alto rispetto ad ambienti aperti.

Alcuni lavoratori denunciano che non gli sarebbero state date le mascherine e che i guanti rischiano di finire perché in quantità limitata. In più a bordo navigherebbero con un solo medico, tre infermieri e un solo respiratore. Costa Crociere interviene e prova a placare gli animi. Ma la crociera, con buona pace di parte dell’equipaggio, andrà avanti. La compagnia spiega che i passeggeri sono stati fatti imbarcare seguendo i protocolli di sicurezza previsti a causa dell’emergenza. "Ognuno di loro è stato controllato con la termocamera per verificare la temperatura corporea e tutti sono stati visitati dal medico".

La società si difende e spiega che su tutte le navi hanno implementato i controlli di sicurezza. Su questa sarebbero stati ulteriormente rafforzati. Alle persone salite a bordo sarebbero state consegnate le mascherine e sarebbero state vietate tutte le attività che prevedono assembramenti che non consentono di mantenere la distanza interpersonale di un metro.

Ma le notizie restano allarmanti. "Attualmente non sappiamo quale sarà il nuovo itinerario...", fanno sapere dalla nave probabilmente in un tempo precedente al comunicato di Costa Crociere. Alcuni membri dell’equipaggio spiegano che la paura a bordo è tanta. "Da ieri continuiamo a imbarcare gente proveniente da zone ad alto rischio contagio come Spagna, Francia, Germania, Austria e Australia". Un comunicato del presidente Neil Palomba afferma che le navi da crociera attualmente in corso, dovranno terminare in modo da far sbarcare in sicurezza i passeggeri mentre, tutte le altre navi dovranno rientrare senza ospiti. È anche specificato che Costa Mediterranea riprenderà le crociere dal 10 aprile.

Ma, c’è un ma. "Con la scusa che abbiamo già imbarcato persone, l’hotel director ha detto che è come se il viaggio fosse già iniziato". E chi è sulla nave lo trova assurdo. "Dobbiamo terminare regolarmente la crociera. Ma stiamo vivendo una situazione insostenibile. Ci viene da pensare che probabilmente ci faranno stare un mese a bordo senza soste". E cosa accadrebbe se si presentassero casi di coronavirus? Non siamo infatti forniti di alcun tipo di dispositivo di protezione. "Abbiamo più volte sollecitato l’hotel director e il capitano senza ottenere nessun evidente cambiamento".

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Commenti

Gio56

Dom, 15/03/2020 - 18:00

e qual'è il problema? l’hotel director avrà già previsto tuttto.

Ritratto di giuliano lodola

giuliano lodola

Lun, 16/03/2020 - 11:18

Avrei pensato mai nessuno sarebbe più salito su una nave per andare in crociera di questi tempi, neppure se offerta gratis. Soltanto un folle va a rinchiudersi in uno scatolone a contatto con migliaia di altri, e se qualcuno si ammala cosa fai, inutile lamentarsi, non ci andavi e basta, è il buon senso che suggerisce queste cose.