Salvini nel "fortino" dei pusher. Blitz tra urla, insulti e petardi

Il leader della Lega incontra i residenti del Pilastro di Bologna. Citofona a una famiglia tunisina: "Lì c'è uno spacciatore?"

Salvini nel "fortino" dei pusher. Blitz tra urla, insulti e petardi

"È un mio dovere da cittadino". Matteo Salvini nel corso della campagna elettorale per il voto in Emilia Romagna del prossimo 26 gennaio trova il tempo per incontrare da vicino i cittadini di Bologna del quartire pilastro. Un quartiere che spesso finisce al centro delle cronache per episodi di spaccio. Il leader della Lega ha così fatto un giro tra i palazzi insieme ai residenti citofonando ad alcune famiglie di immigrati chiedenso se fossero degli spacciatori. Poi ha controllato una rete divelta da cui passerebbero i pusher per nascondere le loro dosi. Circondato dalle telecamere dei giornalisti, il leader della Lega ha risposto così ai cronisti presenti: "A che titolo l'ho fatto? - ha spiegato poi Salvini ai giornalisti -. In qualità di cittadino. Le forze dell'ordine fanno meglio di me il loro mestiere, quindi hanno gli elementi per decidere se quel tizio spaccia o non spaccia. Mi volevo togliere una curiosità, visto che una signora di 70 anni mi dice 'mi minacciano di morte perche' lì spacciano".

Ma ad attendere Salvini non c'erano solo i giornalisti, c'erano anche i contestatori. Infatti come riporta l'Adnkronos, un gruppo di manifestanti l'ha contestato con, urla, spintoni, insulti, cori e esplodendo alcuni petardi. Nonostante le contestazioni, Salvini, scortato dalle forze dell'ordine, ha proseguito comunque la sua visita. Poi lo stesso Salvini, tornando sul suo giro tra i palazzi ha aggiunto: "Mi volevo togliere la curiosità se una signora di 70 anni mi dice 'mi minacciano di morte perché lì spacciano' di citofonare chiedendo 'lei spaccia?'. Poi questo è libero di mettere giù la cornetta, per carità di Dio. Magari ci andrà la polizia con più facoltà di me", ha aggiunto. Insomma il leader del Carroccio prova ad ascoltare la voce degli elettori bolognesi "casa per casa" e guardando da vicino il degrado che caratterizza alcuni quartieri dimenticati dalla sinistra che da anni governa la città e l'intera regione. Il leader della Lega è arrivato in via Grazia Deledda attorno alle 18.30, ad accoglierlo la madre di un ragazzo malato di Sla morto per overdose. Poi la visita tra i porticati del quartiere che di fatto rappresentano spesso le basi di spaccio dei pusher. La campagna elettorale in vista di domenica si fa dunque sempre più interessante. Da un lato Salvini e il centrodestra che cercano di toccare con mano i disagi di chi vive al Pilastro, dall'altro i dem e le sardine che hanno un solo obiettivo: insultare il leader della Lega ad ogni sua uscita nella rossa Emilia.

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