Saviano pro Global compact e pro Soros: "Capro espiatorio"

Saviano si scaglia contro l’Italia ed il governo, assenti illustri nel momento dell’approvazione del testo del Global compact, per poi accanirsi contro Orban, “che con i sovranisti di casa nostra ha in comune l’ostilità per la cultura, verso i migranti e per la stampa libera”

Saviano pro Global compact e pro Soros:  "Capro espiatorio"

Non potevano mancare le opinioni di Roberto Saviano sulla questione Global Compact, il trattato creato ad hoc dall’Onu per equiparare rifugiati a migranti e consentir a quest'ultimi libera circolazione e pieni diritti ovunque decidano di andare.

E la reprimenda parte con un’accusa nei confronti dell’assenteismo italiano alla decisione in merito all’abbattimento dei confini nazionali, mascherato come occasione fondamentale per “regolare” i flussi migratori. Il dibattito sul Global compact alla Camera ci dà, su questo governo, un’altra informazione. E cioè che l’importante per i suoi rappresentanti è sempre posticipare, non decidere, non firmare: in definitiva, non esserci.”, riferisce Saviano su “Repubblica”. “Non esserci in Europa quando si decide in materia di immigrazione (vedi il Salvini europarlamentare assenteista), non esserci a Marrakech gli scorsi 10 e 11 dicembre, quando è stato formalmente approvato il testo del Global compact di fronte ai rappresentanti di 150 paesi del mondo”.

Ovviamente l’attacco al governo ed a Salvini prosegue con ancora più foga quando si tocca il tasto Orban, “che con i sovranisti di casa nostra ha in comune l’ostilità per la cultura, verso i migranti e per la stampa libera”.

E dato che Orban attacca il suo connazionale Soros, ciò significa che qualcosa non va e che il dittatore ungherese sta creando un falso nemico al suo popolo. “Per il premier Orbán e per i suoi fedelissimi, se gli ungheresi scendono in piazza non è perché vivono male, ma è per colpa di Soros: un capro espiatorio per ogni male e per ogni stagione”.

Già, Soros, che mette a disposizione le sue risorse economiche per il bene dei migranti di tutto il mondo, uno che si occupa solo di salvare vite umane. Ma anche in questo caso, Saviano ha una sua teoria per spiegare l’origine dell’accanimento contro il benefattore di origini ebraiche. “Gli attacchi a Soros e alla sua opera filantropica seguono due filoni. Da un lato la guerra senza quartiere alle Ong da lui finanziate che tramerebbero per inondare l’Ungheria di immigrati (Luigi Di Maio con i suoi “taxi del mare” non ha inventato niente, ha semplicemente guardato all’Ungheria e preso ispirazione). Dall’altro l’attacco alla cultura, sul presupposto che non sia un bene primario, che siccome siamo in democrazia (non importa quanto illiberale), studiare e informarsi sono pratiche superflue”.

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