La scelta della Moratti: non va alla Prima e sta vicino ai bisognosi

Letizia Moratti ha comunicato che non sarà alla prima della Scala di questa sera: la vice di Fontana è impegnata a San Patrignano

La scelta della Moratti: non va alla Prima e sta vicino ai bisognosi

Letizia Moratti, assessore al Welfare e vicepresidente della Regione Lombardia, ha compiuto un scelta simbolica durante questa importante giornata meneghina: l'ex sindaco di Milano, nella ricorrenza di Sant'Ambrogio, ha deciso di continuare ad occuparsi della Comunità di San Patrignano, una realtà cui la famiglia Moratti è legati quasi dai tempi della sua fondazione. Volendo, avrebbe potuto dedicarsi a tutt'altro.

Niente tradizionale prima della Scala, quindi, che per la Moratti, almeno quest'anno, può passare in secondo piano. Il tutto è stato spiegato a mezzo social: "Nelle scorse ore - ha scritto l'ex primo cittadino sulla sua pagina Facebook - ho deciso di non partecipare questa sera, martedì 7 dicembre, giorno di #SantAmbrogio, alla "prima" della #Scala dove andrà in scena #Macbeth. In questi giorni sono infatti impegnata a #SanPatrignano, da cui ero lontana da qualche tempo. Alla mondanità, seppur in un'occasione di alto profilo culturale, ho preferito vivere questo "ponte" dedicando queste mie giornate ai ragazzi della Comunità di recupero. Auguro a tutti un momento di serenità e riposo". Nessuna polemica, quindi, ma soltanto una scelta di campo.

La Comunità di San Patrignano, balzata con una certa intensità mediatica alle cronache nazionali qualche tempo fa anche per via di un documentario uscito su Netflix che ha suscitato qualche polemica (la stessa realtà fondata da Vincenzo Muccioli si è dissociata), conosce la famiglia Moratti dalla fine degli anni settanta. L'impegno della famiglia dell'ex sindaco di Milano in favore del recupero dI giovani finiti nel dramma delle dipendenze continua.

Proprio qualche settimana fa, San Patrignano aveva in qualche modo detto la sua sul referendum sulla liberalizzazione della cannabis che l'Italia si appresta ad affrontare. Con buone probabilità, la consultazione si terrà a primavera. Nel corso della Conferenza nazionale sulle dipendenze, Francesco Vismara, che è il responsabile delle Relazioni internazionali della Comunità, si era espresso così, secondo quanto ripercorso dall'Adnkronos: "Non parliamo di legalizzazione della cannabis, per favore. Noi curiamo e salviamo vite. I temi oggi sono ben altri: il malessere della società, l'educazione dei giovani, l'assenza degli adulti ma anche dello Stato che non supporta chi deve educare e governare questi processi". E ancora: "Le comunità terapeutiche sono state lasciate sole per oltre un decennio e si continuerà a farlo se l'attenzione viene centrata solo sul tema della liberalizzazione delle droghe, tra l'altro divisivo. Siamo stanchi direi quasi irritati per questo", aveva aggiunto Vismara.

San Patrignano aveva insomma evidenziato l'isolamento istituzionale a cui presidi importanti come questo sarebbero state confinate. E l'assessore Letizia Moratti, decidendo di trascorrere questo periodo presso la Comunità di recupero, ha forse voluto anche lanciare un segnale concreto alle altre istituzioni. Il Machbet, con tutta la straordinaria drammaticità che quella tragedia porta in dote, può aspettare.

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