Cronache

Schettino, Caruso e Scattone: ecco la #buonascuola di Renzi

I tre hanno avuto problemi con la giustizia e poi sono saliti in cattedra. Fa ancora discutere soprattutto Scattone che ha vinto una cattedra di psicologia

Schettino, Caruso e Scattone: ecco la #buonascuola di Renzi

Francesco Schettino, Francesco Caruso e Giovanni Scattone. Giorgia Meloni pubblica sul suo profilo Facebook una foto con i tre personaggi che sono saliti in cattedra, pur avendo avuto problemi con la giustizia. Il titolo scelto non poteva che essere: la #buonascuola di Matteo Renzi.

Nel luglio 2014, infatti, il comandante della Costa Concordia era stato chiamato a parlare agli studenti della Sapienza che frequentavano un master in scienze criminologiche organizzato dalla cattedra di psicopatologia forense della facoltà di Medicina. L’ex leader dei no global Caruso, invece, finito sotto processo per rapina ma anche per "associazione sovversiva e cospirazione contro lo Stato", ha ottenuto di recente la cattedra in Sociologia dell’ambiente e del territorio presso l’Università Magna Grecia di Catanzaro. Da ultimo c’è Scattone, che ha scontato cinque anni di carcere per l’assassinio della studentessa Marta Russo uccisa nel 1997 nei locali dell’Università la Sapienza, ha ottenuto la cattedra in psicologia all’istituto Einaudi di Roma.

Una decisione che oggi, su Repubblica, viene definita "una grande ingiustizia" dalla madre della vittima, Aureliana Russo. "Provo rabbia. Tanta – afferma la signora - in questi anni, già altre volte questa brava persona ha avuto cattedre, come supplente, in istituti romani. Anche al Cavour, la scuola dove andava Marta: ma almeno in quell'occasione ha avuto il buon senso di lasciare l'incarico". Sebbene Scattone sia stato riabilitato da una sentenza della Cassazione che ha annullato l'interdizione, secondo Aureliana Russo "non può fare l'educatore". "Io non dico che non debba avere un lavoro - spiega - ma almeno non quello di trasmettere nozioni e valori a ragazzi. Quest'uomo in 18 anni non mi ha mai chiamato, nemmeno una volta, per chiedere scusa, perdono, a me e alla mia famiglia. Le sembra una persona riabilitata o che abbia capito il suo sbaglio? A me no. Perché oggi Marta avrebbe 40 anni. E l'ultima volta che l'ho potuta abbracciare ne aveva 22". Aureliana Russo riconosce che il Miur non può nulla dinanzi a una persona che vince un concorso ma chiede a Scattone di essere lui per primo a farsi da parte: "Un buon insegnante, moralmente, deve essere un bravo uomo. E Scattone, malgrado le sentenze che lo riabilitano, resta l'assassino di mia figlia. L'ha uccisa per un gioco, il gioco del cecchino, del tiro al bersaglio, non per un motivo".

Il padre di Marta, Donato Russo, intervistato sia dal Corriere della Sera sia dalla Stampa, concorda in pieno con la moglie: "Se ne avesse solo un briciolo, rinuncerebbe all'insegnamento: un assassino non può entrare in una classe di ragazzi e impartire lezioni su come funzionano e si gestiscono le emozioni". L’uomo parla con cognizione di causa, essendo stato anche lui un insegnante, e spiega: "Ai miei tempi per diventare di ruolo bisognava presentare il certificato del casellario giudiziario e bisognava che fosse pulito. Ma oggi a quanto pare è cambiato tutto. Oggi anche un assassino può fare l'educatore". Il Corriere e il Messaggero, invece, riportano la versione dello stesso Scattone che, pur non avendo rilasciato nessuna intervista ufficiale, avrebbe ribadito la propria innocenza parlando con amici: "Io li rispetto, - avrebbe detto riferendosi ai genitori di Marta - ma come posso chiedere perdono, se non l'ho uccisa io". Per quanta riguarda l’ipotesi di cambiare professione, Scattone si sarebbe difeso dicendo: "La verità è che un altro lavoro, diverso dall'insegnante, io lo farei volentieri. Solo che a quasi 50 anni, faccio fatica a trovarlo. Farei anche un lavoro per cui non serve la mia laurea. Però sono stufo di queste polemiche, ogni anno è la stessa storia e ormai sono 10 anni che insegno nei licei.

Per 10 anni ho fatto il supplente, ho insegnato storia e filosofia e con i ragazzi mi sono trovato sempre bene, anche loro con me... Ora ho vinto questo concorso, anzi l'ho vinto tre anni fa per insegnare Filosofia e Scienze Umane e non c'entra niente la Buona Scuola, sarei entrato comunque, per la regola del turnover".

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