Boom di stranieri e scuole ghetto: cosa succede tra i banchi

Sempre più istituti oltre la soglia limite del 30% di stranieri. I dati che preoccupano

Boom di stranieri e scuole ghetto: cosa succede tra i banchi

In aumento gli istituti scolastici con più del 30% di studenti con cittadinanza straniera, concentrati in particolare al Nord Italia e nelle scuole dell’infanzia. Anche se sono comunque solo il 6,8% delle strutture scolastiche totali, dalla materna alle superiori. La soglia del 30% era stata fissata nel 2010 dal ministero dell’Istruzione.

Dove si supera la soglia del 30%

Come riporta Italia Oggi si tratta di 3.809 scuole concentrate soprattutto al Nord Italia e alla materna. I dati in questione sono stati tratti report del Mi riguardante gli studenti di cittadinanza straniera nell'anno scolastico 2019/20, recentemente pubblicato online sul sito del governo. Gli alunni in questione rappresentano il 10,3% di tutta la popolazione scolastica, ovvero 877.000 studenti su un totale di 8.484.000 che l’anno scorso hanno frequentato le scuole italiane, originari di quasi 200 Paesi del mondo ma con il 45,4% proveniente dall'Europa. Nel nostro Paese sarebbe nato ben il 65,4%. Bambini e ragazzi stranieri che mancano però nel 17,9% delle scuole, pari a 9.939 istituti. Si registra una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, quando era il 18,3%. Mentre il 58,3% delle scuole (32.314) ha fino al 15% di alunni stranieri (58,9 % nel 2018/2019) e il 17% (9.403) ne ha tra il 15 e il 30% (16,4 % nel 2018/2019). Nel rimanente 6,8% delle strutture scolastiche italiane il numero degli alunni stranieri è superiore al 30% del totale.

Nel 2,9% delle scuole, cioè in 2.033 istituti, la percentuale è compresa tra il 30% e meno del 40%, mentre nell'1,5% supera il 40%, pari a 1.886 scuole. In aumento però gli istituti in cui gli alunni di origine migratoria rappresentano la maggioranza. In un anno le scuole con oltre il 50% sono passate da 805 a 880, di cui oltre la metà (550) sono materne. A seguire 289 primarie, +42 rispetto all'anno scolastico precedente. La scuola dell'infanzia è quindi ancora una volta l'ambito più critico perché ha un numero alto sia di scuole senza bambini stranieri, il 28,3%, sia con una presenza che supera la soglia del 30% (8,4%). Proprio per quanto riguarda quest’ultimo dato, si parla di 1.914 materne (940 tra 30% e 39%, 974 oltre 40%).

La scuola primaria

Alla primaria oltre il 5,7% delle scuole supera la soglia, 1.182 (tra 30-39% sono 620, oltre 40% 563), in lieve aumento rispetto al 5,4% precedente. Alle medie la soglia è superata nel 4,6% delle scuole, pari a 366 (246 tra 30-39%, 120 oltre 40%). Percentuale simile alle superiori: 4,4%, pari a 347 istituti (227 al 30-39%, 120 over 40%). Gli istituti over 30% si trovano al Nord Italia. Precisamente, ne troviamo 1.041 in Lombardia, pari al 13,3% delle scuole nella regione; 557 in Emilia Romagna (16,2%); 475 in Veneto (10,9%); il 10,8% in Liguria. Nel report viene anche segnalato un costante lieve aumento anche delle classi con oltre il 30% di alunni stranieri: erano il 5,3% nel 2016/17, sono saliti al 5,6% nel 12017/18, per arrivare al 5,9% nel 2018/19 e toccare il 6,1% nel 2019/20.

I dati prendono in esame anche gli studenti di origine migratoria nati in Italia, condizione per la quale la norma permette una deroga al tetto del 30%. Se questi vengono esclusi dal conteggio, le classi over 30% si riducono allo 0,5%, con un picco in Piemonte (9,7%) e Friuli Venezia Giulia (9,1%). Tra le scuole è quella primaria ad avere la percentuale più elevata di classi, il 9,5%, ma quella più bassa se si considerano solo gli studenti nati all'estero, lo 0,3%. Per quanto riguarda la situazione delle superiori, come spiega il Mi, questa “andrebbe esaminata in relazione ai diversi percorsi scolastici, perché gli studenti stranieri si indirizzano principalmente verso gli istituti professionali e tecnici”. Il 22,5% si iscrive alla formazione professionale, il 12,5% agli istituti professionali e il 9,3% ai tecnici, contro solo il 4,7% che preferisce scegliere un liceo.

Cosa cambia durante l'iter scolastico

Un tema questo dell'orientamento che emerge anche dal tasso di scolarità degli alunni stranieri che, prossimo a quello degli studenti italiani, diminuisce a 17 e 18 anni nell'ultimo biennio delle superiori, fino al 73,2%, rispetto all'81,1% dei compagni italiani. Un terzo degli studenti stranieri rinuncia quindi ad avere una formazione più completa che potrebbe aiutarlo a inserirsi meglio nel mondo del lavoro. Questo dato si vede maggiormente nei ragazzi, dove l'indice crolla al 65,8%, che non nelle ragazze (82,3%). Invece, all'inizio del percorso scolastico, tra i 3 e i 5 anni di età, le bambine straniere nelle scuole rappresentano l'83,7% dei bambini di origine migratoria residenti in Italia, contro il 96,3% per i bimbi. Le differenze di genere mostrano che sono più i bimbi (84,6%) che le bimbe (82,8%) a frequentare la materna, mentre negli altri gradi di istruzione il livello di scolarità delle studentesse è sempre superiore a quello degli studenti. “Una circostanza che mette in luce, con ogni probabilità, anche motivazioni culturali e familiari che svantaggiano le femmine rispetto ai maschi” si legge nel report.

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