Se il Covid garantisce l'asilo a tutti

Se siete un bengalese fuggito in Italia perché inseguito dai creditori o un sudanese qui perché perseguito dai poteri magici dello zio, non dovreste avere diritto alla protezione umanitaria

Se il Covid garantisce l'asilo a tutti

Se siete un bengalese fuggito in Italia perché inseguito dai creditori o un sudanese qui perché perseguito dai poteri magici dello zio, non dovreste avere diritto alla protezione umanitaria. E su questo anche il più strenuo fautore dell'«accogliamoli tutti» converrà. Se però il vostro Paese è colpito dal Covid, allora, secondo il Tribunale civile di Milano, la protezione umanitaria vi potrà essere concessa. Da non giuristi, la sentenza ci sembra clamorosa, tanto più che i ricorsi sono stati presentati dagli immigrati nel 2018, quindi ben prima dello scoppio della pandemia. Clamorosa e potenzialmente pericolosa, visto che potrebbe costituire un precedente. Infatti i giudici italiani sono già piuttosto generosi, rispetto ai colleghi degli altri Paesi, nell'interpretare i mille parametri che regolano il cosiddetto «diritto d'asilo», in senso favorevole all'immigrato. Questo si spiega con la specificità della nostra magistratura, che dagli anni Sessanta si è politicizzata. C'è in particolare una corrente delle toghe, Magistratura democratica, per la quale la missione del magistrato consiste nel sanare le ingiustizie del mondo, per cui egli dovrebbe fare restare nel nostro Paese il più alto numero di «sfruttati» e di «disperati»: il terzomondismo marxista nelle forme liberal e multiculturaliste. Su un terreno politico culturale già arato cala ora questa sentenza che potrebbe produrre effetti devastanti, perché potenzialmente potrebbe far concedere a tutti i permessi. Le pandemie sono già motivo di ottenimento del diritto d'asilo, ma questo si può comprendere per malattie localizzate a livello continentale e ad elevata mortalità. Ma può essere considerata tale il Covid, non solo a bassa mortalità rispetto a Ebola o a Sars, ma diffusa in tutti i Paesi del mondo? Allora io potrei domani chiedere la protezione umanitaria al Canada, perché fuggo dal Paese con uno dei più alti decessi Covid al mondo, cioè l'Italia? Con mortalità Covid superiore, per inciso, a Bangladesh e a Sudan, quindi per paradosso dovremmo essere noi italiani a chiedere di essere accolti là. Alcune forze politiche, sociali, culturali, stanno utilizzando il pretesto del Covid per far avanzare la loro agenda politica: nella fattispecie quella cosiddetta «no border», cioè il progetto di aprire le porte a tutti e di far vivere qui stabilmente il maggior numero di immigrati. Questa sentenza ci pare andare in tale direzione.

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