"Un nuovo picco di contagi": il virologo vede ancora nero

Il virologo Frabrizio Pregliasco fa previsioni sull'andamento della pandemia: "Non escludo l'ipotesi di un picco dei contagi a settembre"

"Un nuovo picco di contagi": il virologo vede ancora nero

A settembre ci sarà un nuovo picco dei contagi? "Questa ipotesi c'è". A dirlo è il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e docente all'università Statale di Milano, nel corso di un'intervista rilasciata ai microfoni di Adnkronos Salute. Poi, sulla variante indiana: "Io da sempre - aggiunge - dico apriamo con attenzione. Abbiamo ancora un serbatoio di mezzo milione di positivi, ovvero persone che possono contagiare altri in varia forma e con varia intensità".

L'ipotesi di un nuovo picco

Il virus potrebbe riservarci un ultimo colpo di coda. Quando? A settembre. O, almeno, questa è la previsione del virologo Fabrizio Pregliasco che, al netto di tutte le ipotesi sull'andamento della pandemia, non esclude la possibilità di una risalita dei contagi. Complice la variante indiana, che nel Regno Unito sta facendo segnare un rimbalzo di casi settimanali pari al 90%, il rischio di un nuovo picco "non è da escludere", afferma l'esperto. "Dal punto di vista generale - spiega - quello che si vede nel Regno Unito è la presenza della variante indiana, che potremmo avere anche noi". E poi "la scelta di rallentare la seconda dose per dare maggiore spinta alla vaccinazione, che stiamo facendo anche noi, anche se in modo un pò più mediato. E quindi le aperture possono dare questo elemento. Io da sempre - ricorda Pregliasco - dico apriamo con attenzione. Abbiamo ancora un serbatoio di mezzo milione di positivi, ovvero persone che possono contagiare altri in varia forma e con varia intensità. Per fortuna, quello che si vede in Inghilterra e che a mio avviso possiamo raggiungere anche qua - sottolinea il virologo - è non avere un gran numero di casi gravi grazie alla vaccinazione dei soggetti fragili. Insomma, l'elemento chiave è il vaccino che potrebbe metterci al sicuro".

La variante indiana

Preoccupa la diffusione repentina della "variante indiana". In Inghilterra, i rilevamenti odierni indicano 6.048 nuovi casi su quasi un milione di tamponi. Ma l'effetto dei vaccini, arrivati a 69 milioni di dosi somministrate, continua per ora a frenare l'impatto sul numero di morti giornalieri (13 nelle ultime 24 ore) e sul totale delle persone ricoverate al momento negli ospedali britannici (tuttora ai minimi europei). Ieri, le autorità sanitarie avevano registato 5.683 nuovi casi e un decesso. E' la seconda volta, nell'arco di sette giorni, che si supera la soglia dei 6mila contagi giornalieri. Venerdì ne erano stati registrati 6.238, mentre lo scorso martedì erano stati 3.165, con zero decessi. C'è da preoccuparsi? "La variante indiana - chiarisce Pregliasco - ha 'bucato' la prima dose", che non protegge come il vaccino completo.

Il vaccino

L'unico antidoto contro il virus - e i vari mutanti - resta il vaccino. Sono oltre 39 milioni gli italiani che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e, tra questi, 13 milioni hanno completato il ciclo vaccinale. Alcune regioni continuano la campagna di immunizzazione contro il Covid anche attraverso gli open day appositamente dedicati durante i quali non si utilizzano soltanto preparati a Rna (Pfizer e Moderna), ma soprattutto quelli a vettore virale, Vaxzevria di AstraZeneca e il monodose Janssen di Johnson&Johnson. I due preparati sono stati approvati dai 18 anni in su ma raccomandati dall'Aifa per gli over 60. "Per il vaccino di AstraZeneca potrebbe essere utile valutare una limitazione dai 50 anni in su per le donne e dai 40 in su per gli uomini come elemento prospettico. - spiega Pregliasco -Ma a deciderlo deve essere l'Aifa in modo che sia ufficiale. Non basta una indicazione o una comunicazione".

Desta qualche perplessità il caso delle due giovani donne ricoverate a Genova dopo la vaccinazione con AstraZeneca. "Si tratta di approfondire e verificare quello che è successo. Bisogna vedere - conclude l'esperto - se si tratta effettivamente di casi con coaguli e bassi livelli di piastrine. Ad oggi, sono 6 casi ogni milione di persone le reazioni gravi al vaccino".