Sicilia, abusivismo e paradossi tra Agrigento e Scala dei turchi

Sorpresa: uno dei luoghi più noti dell'isola è in realtà privato. E si continua a combattere per le demolizioni "dimenticate"

Sicilia, abusivismo e paradossi tra Agrigento e Scala dei turchi

Da una parte il ritorno alla legalità dopo oltre quarant’anni, dall’altro una vicenda che definirla paradossale è poco: la Scala dei Turchi, destinata a diventare patrimonio dell’Umanità, è di proprietà di un privato. La Sicilia, la terra delle mille contraddizioni, riesce sempre a far parlare di sé, in particolare di eventi che fanno impallidire chiunque.

Nei giorni in cui lo Stato cerca di riportare la legalità all’interno del Parco Archeologico, per liberare la splendida Valle dei templi dall’abusivismo che l’ha fatta da padrone per tantissimi anni, grazie anche alla complicità dei politici, ecco che a Realmonte, uno dei siti più visitati d’Europa, la splendida Scala dei Turchi, una montagna in marna bianca mozzafiato, si scopre essere di proprietà del signor Ferdinando Sciabbarra. Quest’ultimo, ha ritenuto opportuno ubicare dei cartelli con su scritto “Proprietà privata”.

Ancora oggi, giornalmente, alla Scala dei Turchi arrivano oltre un migliaio di turisti e amanti del mare, da questo momento, rischiano la violazione della proprietà privata. Il legale di Ferdinando Sciabbarra, ha tenuto a precisare che “la sistemazione dei paletti avrebbe come scopo quello di comunicare alle persone di evitare possibili incidenti, come avvenuto nei giorni scorsi.

La zona infatti risulta essere particolarmente scivolosa in alcuni tratti. Chi sale sulla scogliera di marna bianca rischia anche di commettere il reato di violazione di terreno privato”. Ma tutto ciò ha mandato su tutte le furie il sindaco di Realmonte, Giuseppe Zicari, il quale in una nota stampa ha dichiarato che “verrà chiesto alla Regione siciliana e allo Stato la riperimetrazione del sito, fatti del genere sono inammissibili. Questa storia sta diventando non più sopportabile”.

Tornando invece alle ruspe nella Valle dei templi, il lavoro è cominciato da appena due giorni. Dopo la demolizione del fabbricato in via degli Imperatori, è toccato all’ovile di proprietà di Salvatore Navarra in contrada Poggio Muscello. Il 31 agosto, invece, è prevista la demolizione dell’immobile che ospita la cucina di un ristorante, mentre il 3 settembre un magazzino in contrada Cugno Vela. Il 7 settembre le ruspe si sposteranno in contrada Maddalusa per abbattere una villetta abitata dalla famiglia Piraneo.

E se da una parte la Procura della Repubblica continua a vigilare sulle demolizioni "dimenticate" ed in via di esecuzione dopo oltre quindici anni dalle sentenze definitive, dall'altra si iniziano a registrare le reazioni delle persone a cui le ruspe potrebbero portar via nei prossimi giorni una casa, una parte della propria attività commerciale o un "semplice" magazzino.

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