Silvio Garattini ottimista: "Vaccino possibile entro fine anno"

Il 91enne scienziato e farmacologo Silvio Garattini crede che sia possibile arrivare ad un vaccino entro la fine del 2020 in cui "Israele e Olanda sono più avanti" nella ricerca. Intanto, tre farmaci già in commercio sembrano dare risultati positivi ma attenzione alle controindicazioni

Silvio Garattini ottimista: "Vaccino possibile entro fine anno"

Forse, per la fine del 2020, si potrà avere un vaccino contro il Covid-19. Parola di Silvio Garattini, 91 anni ed ancora in prima linea nella lotta quotidiana alle malattie con il suo grande contributo di conoscenza ed esperienza. Intanto, però, invita tutti ad "imparare da questa tragedia per cambiare e perchè abbiamo bisogno di una società migliore".

"Vaccino entro fine anno"

Farmacologo e presidente dell'Istituto Mario Negri, da 70 anni al servizio della scienza, apre alla possibilità che si possa arrivare al tanto agognato vaccino nel più breve tempo possibile. "Sono almeno venti i centri nel mondo che stanno studiando i vaccini. Quelli che mi sembrano più avanti sono in Israele e Olanda. Certo, ci vorrà tempo, se tutto andrà bene, si potrà avere il vaccino entro la fine dell'anno", ha dichiarato alla trasmissione Agorà.

"Prima gli anziani"

È anche chiaro che, dal momento in cui si avrà a disposizione l'arma principale nella lotta al Coronavirus, questa non potrà essere subito disponibile per tutti e la priorità sarà data a chi ne avrà maggiormente bisogno. "Avere il vaccino per miliardi di persone, da subito, non sarà facile - afferma Garattini - ci sarà una corsa ad accaparrarselo, bisognerà allora tener conto delle priorità, delle persone più fragili come gli anziani. Gli studi hanno mostrato come la gravità della situazione è proporzionale all'età: più si è anziani e più si è fragili e sensibili al virus".

Le attuali sperimentazioni

Intanto, si va avanti con quel che si ha: in tal senso, come si legge sul Fattoquotidiano, alcuni farmaci già esistenti in commercio sembrano dare ottimi risultati ai pazienti più gravi costretti alle cure ospedaliere. Per questa ragione, l’Aifa ha già approvato due tipi di sperimentazione. "Una riguarda il tocilizumab ed un secondo farmaco è il remdesivir, già utilizzato per Ebola che ha avuto qualche buon risultato. In tempi relativamente brevi, un paio di mesi, avremo una idea dell’efficacia", afferma lo scienziato, che parla di un altro farmaco in fase di sperimentazione in Francia, l'idrossoloclorochina, usato normalmente contro la malaria, che sta producendo risultati incoraggianti.

Controindicazioni

Bisogna far attenzione, però, a non credere che i farmaci siano la panacea: molti di essi hanno gravi controindicazioni che possono condurre anche alla morte, come accaduto in Francia. "I farmaci non hanno solo effetti positivi, ma anche effetti tossici e li hanno anche questi tre farmaci. Quindi vanno utilizzati soltanto in alcuni pazienti non in tutti - specifica Garattini - la clorochina non può essere somministrata a soggetti cardiopatici perché, anche se sono rare le manifestazioni cardiache, ci sono. Quindi, i pazienti cardiopatici, non dovrebbero essere inclusi nel trattamento con questo farmaco".

L'importanza della ricerca

Lo studioso e farmacologo pone l'accento sull'importanza della ricerca " che è stata lasciata in miseria" e la difficoltà nel trovare cure e farmaci perchè "anche per un test su un solo topo bisogna passare attraverso quattro comitati". Inoltre, la sperimentazione "è necessaria ed è impossibile poter utilizzare qualcosa se non ci sono test clinici, fatti seppure in emergenza e con un minimo di regole, che permettano di stabilire se qualcosa è attivo oppure no".

L'ultima raccomandazione di Garattini riguarda tutti noi, l'intera popolazione, al desistere dalle cure "fai da te. I farmaci li prescrivono i medici, in particolare quelli degli ospedali".