La ferocia dei ladri: così hanno ammazzato il proprietario

Nel corso degli accertamenti i carabinieri hanno trovato un bossolo che sarebbe stato sparato da un malvivente a seguito colluttazione con la vittima

La ferocia dei ladri: così hanno ammazzato il proprietario

Questa mattina a Piossasco, in via del Campetto 33, nel Torinese, i carabinieri, insieme ai sanitari 118, sono intervenuti per soccorrere il proprietario di un’abitazione, che inizialmente sembrava colto da malore, dopo aver sorpreso alcuni ladri nell'appartamento. Nonostante un tentativo di rianimazione, l'uomo è deceduto. La vittima è un architetto di 50 anni, Roberto Mottura, sposato e con un figlio di 12 anni. Nel corso degli accertamenti i militari hanno trovato un bossolo che sarebbe stato sparato da un malvivente a seguito colluttazione con la vittima, che potrebbe essere stata colpita allo stomaco. L'esame del cadavere è ancora in corso. Sul posto i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Torino e della compagnia di Moncalieri.

Dalle prime indagini sembra siano almeno due i ladri che questa notte, a Piossasco, si sono introdotti nell'abitazione di un architetto di 50 anni, che dopo aver sorpreso i malviventi è stato ucciso con un colpo di pistola di piccolo calibro sparatogli all'altezza dell'addome. Da una prima ricostruzione, i ladri sono riusciti a entrare nell'abitazione rompendo l'anta di una finestra, che si trova a due metri di altezza dalla strada. Sorpresi subito dal proprietario dentro casa, i malviventi non sono riusciti a rubare nulla. Sull'episodio indagano i carabinieri, con il comandante provinciale Francesco Rizzo che stamattina ha raggiunto il luogo del delitto.

Numerosi posti di blocco e controlli a tappeto dei carabinieri sono stati disposti nei dintorni di Piossasco. I militari hanno sentito i testimoni, a cominciare dalla moglie della vittima che al momento dell'omicidio si trovava in casa assieme al figlio 12enne della coppia. Intanto, la procura di Torino ha aperto un fascicolo d'inchiesta, affidato al pubblico ministero Valentina Sellaroli. "Se muore un delinquente si fa polemica, se muore un uomo onesto no. Sono sicuro del fatto che tra qualche settimana nessuno parlerà più di questa storia perché purtroppo c'è troppo buonismo senza senso. Adesso si dirà che l'architetto ucciso è solamente uno come tanti e, quando verranno presi, i ladri sconteranno una condanna di massimo due o tre anni. Criminali del genere andrebbero invece puniti con il carcere a vita". Questo il commento a caldo di Roberto Zancan, la cui gioielleria di Ponte di Nanto fu assaltata da un commando di rapinatori la sera del 3 febbraio del 2015.

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