Stele di Pontecorvo fatta a pezzi: la rivendicazione dell'estrema destra

Stele di Pontecorvo: arriva una rivendicazione. Il gruppo "Rivolta nazionale" ha comunicato di aver distrutto il monumento. Ecco la svolta del caso

Stele di Pontecorvo fatta a pezzi: la rivendicazione dell'estrema destra

La stele di Pontecorvo, quella intitolata all'esercito coloniale francese della seconda guerra mondiale, è stata distrutta la settimana scorsa.

Il monumento aveva fatto discutere: dopo la rimozione di quello di Cassino dedicato ai parà tedeschi, Niki Dragonetti, esponente politico candidato alle scorse regionali in sostegno di Sergio Pirozzi, aveva chiesto che lo stesso trattamento venisse riservato anche a quest'altro.

"L’Associazione Nazionale Partigiani Italiani - aveva dichiarato Dragonetti - bene ha fatto nell’indignarsi verso la decisione da parte dell’Associazione Albergatori di Cassino a voler intitolare una stele ai paracadutisti tedeschi che, durante la seconda guerra mondiale, hanno bombardato Cassino, il monastero e non solo. Perchè la storia non si cancella con una stele. Ma i vertici dell’Anpi ora dovrebbero avere lo stesso spirito di abnegazione e la stessa solerzia e coraggio nel far rimuovere quell’indegno monumento dedicato ai marocchini deceduti durante il conflitto". Il motivo alla base della richiesta, insomma, era riferibile alle "marocchinate", cioè alle violenze e alle depradazioni delle truppe del generale Juin Bambini, che stuprarono donne, bambini, sacerdoti, uomini e anziani del basso Lazio subito dopo lo sfondamento della linea Gustav.

La stele in questione, però, non è stata rimossa attraverso un atto amministrativo, ma è stata fatta a pezzi durante la notte. Le ragioni e i protagonisti del gesto, almeno fino ad oggi, erano sconosciuti. Dragonetti ha subito stigmatizzato l'atto vandalico sottolinenado peraltro come quest'ultimo potesse essere evitato grazie a un provvedimento preventivo.

Si è pensato tanto al vandalismo quanto a motivazioni di carattere politico - razziali. Nella giornata di ieri, però, è arrivata una prima e forse ultima rivendicazione. Il gruppo "Rivolta nazionale" ha inviato un comunicato a un sito d'area, "Fascinazione". Un movimento di estrema destra, insomma, avrebbe deciso di frantumare per sempre quella che è stata ridenominata "la stele della vergogna". Il testo della rivendicazione adesso sarebbe al vaglio delle forze dell'ordine che - come si legge su Ciociaria Oggi - ne starebbero valutando l'attendibilità.

Nella lettera inviata a "Fascinazione" i tedeschi cui sarebbe stato intitolato il monumento di Cassino, inaugurato e poi tolto su sollecitazione dell'Anpi e delle autorità comunali, vengono definiti "gloriosi ragazzi". Queste, invece, alcune delle parole riferite alla stele di Pontecorvo: "Contro quel monumento sono state fatte piccole seppur giuste azioni, adesso però era giunto il momento di metterci altro tipo di mano! Per tale motivo lo abbiamo distrutto! Ristabiliamo una volta per tutte la VERITÀ: non siamo in alcun modo disposti a vedere tacitamente riconoscimenti verso stupratori e pedofili, così come quel Pasolini di cui il monumento fu giustamente in passato distrutto...".

L'amministrazione comunale di centrodestra della cittadina, intanto, ha approvato una mozione all'unanimità: il monumento dovrebbe essere intitolato alle "vittime delle marocchinate". Ricostruzione sì, dunque, ma con un cambio di titolazione. La "guerra delle statue" sembra non avere più fine.

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