"La carica virale...". E su Ranucci scoppia di nuovo la bufera

Sigfrido Ranucci interviene di nuovo sui vaccini, ma sui social esplodono le polemiche. Il divulgatore scientifico: "Non ha senso citare un evento senza dire quanto è probabile che accada"

"La carica virale...". E su Ranucci scoppia di nuovo la bufera

Sigfrido Ranucci è stato di nuovo contestato sui social per una frase pronunciata in Rai. Questa volta la trasmissione sede del ragionamento del giornalista è Agorà, dove il conduttore di Report è stato ospite nel corso della mattinata. Il tema, com'è già accaduto, è sempre quello dei vaccini. In questo caso, però, Ranucci non si è espresso sulla terza dose e sul presunto business delle case farmaceutiche - la vicenda che ha sollevato tante polemiche da finire in commissione di Vigilanza - , ma sulla presunta uniformità della "carica virale" in soggetti vaccinati e non.

"Cos'hanno imparato gli americani... - premette il giornalista - intanto che il vaccino aveva una sua utilità, perché non ci sono stati casi di mortalità... qualche caso di ricovero grave, ma da quel caso - continua - hanno imparato che la carica virale di un vaccinato è uguale a quella di uno non vaccinato", ha detto durante il programma. Ma quanto dichiarato da Ranucci corrisponde al vero?

Qualche commento piccato è arrivato subito: "Ennesima bufala no vax di @SigfridoRanucci ospite di @agorarai : "vaccinati e non vaccinati hanno la stessa carica virale". Smentito da Oxford, Iss e tutti gli studi scientifici. È vero il contrario. Perché #Rai si infogna ogni volta dandogli spazio?", ha scritto un utente su Twitter. Un altro, sempre a mezzo cinguettio, tuona: "Diffondono disinformazione. Un popolo disinformato è più facilmente orientabile! E sappiamo a chi giova. La #Rai ha perso la propria funzione di educatore come a suo tempo faceva il maestro Manzi con "Non è mai troppo tardi". Ora il canone è un sopruso. #BastacanoneRai #Raifake". Insomma, il giornalista si sarebbe esibito in un'altra gaffe o avrebbe comunque riportato un dato errato o parziale.

Per comprendere al meglio la sostanza della tesi di Ranucci, abbiamo voluto ascoltare l'opinione di Gianluca Pistore, divulgatore scientifico emerso durante la pandemia da Covid19 che si è distinto per una serie di pubblicazioni balzate agli onori della cronaca nazionale. Per il divulgatore, la frase di Ranucci corrisponde ad una "mezza informazione che può portare a conclusioni errate". Domandiamo in che senso. "Immaginate che dicessimo 'un vaccinato può morire di COVID' e ci fermassimo qui - replica Pistore - . La conclusione sarebbe: e che mi vaccino a fare? Non ha senso citare un evento senza dire quanto è probabile che accada".

Il divulgatore scientifico sostiene infatti che "la carica virale di un vaccinato può essere come quella di un non vaccinato. Ma quando diciamo questo abbiamo l’obbligo di aggiungere una questione: la probabilità che ciò accada è molto più bassa. Non ha senso - continua - prendere il singolo evento senza dire quanto è probabile che accada. I vaccinati hanno una probabilità di infettarsi minore rispetto ai non vaccinati ed inoltre la carica virale diminuisce molto più velocemente". Dunque Ranucci direbbe una mezza verità, perché si dimenticherebbe di specificare due cose: che i vaccinati si contagiano meno e che la carica virale di un vaccinato tende a diminure con maggiore rapidità.

Vale la pena sottolineare, infine, come ripercorso ad esempio dall'Huffington Post, come uno studio di Oxford abbia ventilato la tesi secondo cui il vaccino, al netto dell'uniformità della carica virale tra vaccinati e non, potrebbe "facilitare l'eliminazione di singole particelle virali".

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