Strana schiuma in mare "Ecco che cosa c'è dietro"

Dei massi di schiuma bianca hanno invaso le spiagge del litorale abruzzese. "Si tratta di un fenomeno naturale ma attenzione... ", avverte il WWF

Strana schiuma in mare "Ecco che cosa c'è dietro"

Degli strani mucchietti di schiuma bianca si sono materializzati nei giorni scorsi lungo le coste del litorale abruzzese, nella zona di Francavilla. A notarlo sono stati alcuni residenti che, preoccupati dalla presenza anomala di questi massi spumosi sulla battigia, hanno inodato di segnalazioni la pagina Facebook del gruppo ambientalista locale affinché facesse luce sulla vicenda. Ma di che fenomeno si tratta?

La spiegazione del WWF Pescara-Chieti è arrivata in men che non si dica sedando alla svelta le preoccupazioni dei francavillesi. "Il 2020 - scrivono gli ambientalisti sui social - si è concluso, proprio nell’ultimo giorno dell’anno, con questa presenza sul nostro litorale. Tranquillizziamo, per quanto possibile, i cittadini allarmati che si sono rivolti anche a noi: gli studi su questo fenomeno, che non sta riguardano la sola costa abruzzese, condotti da diverse agenzie regionali per la tutela dell’ambiente, assicurano che si tratta di un evento naturale”.

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Pubblicato da WWF Chieti-Pescara su Venerdì 1 gennaio 2021

Come ben riporta ilCentro.it, il fenomeno ha una spiegazione ben precisa ed è riconducibile all'aumento di una sostanza organica, derivante dalla decomposizione delle alghe, che funge da stabilizzante della schiuma prodotta del moto ondoso. Ciò spiega, dunque, la presenza di "schiuma solida" sulla battigia. "Ma attenzione - avvertono gli ambientalisti - l’eccessiva presenza di nutrienti in mare è fortemente legata alle attività che si svolgono nell’entroterra: coltivazioni agricole con massiccio ricorso a fertilizzanti, eccessivo impiego di tensioattivi (tra l’altro, i detersivi per uso domestico), acque non depurate". Per questo motivo, rivolgono poi un appello accorato alle autorità locali affinché provvedano all'installazione di depuratovi per le acque marine. "Occorre avere depuratori ben gestiti e funzionanti e un rigoroso controllo degli scarichi in mare ma anche ridurre l’uso di concimi nelle campagne e attuare stili di vita consoni alle esigenze di un ambiente che dev’essere sano per consentirci quella vita in armonia con la natura che sola può difenderci dal degrado e dalle pandemie, come stiamo faticosamente imparando in questi mesi difficili. Tutti - chiosano i volontari del WWF -dobbiamo fare qualcosa. La Regione prima degli altri, attraverso interventi diretti e campagne di informazione. Va aggiunta infine una riflessione: questi eventi si verificano di solito nelle stagioni più calde mentre l’episodio che ci è stato segnalato è accaduto nel pieno del periodo invernale. L’ennesimo, chiaro segnale del riscaldamento globale in atto".