Strani fini

Una nuova categoria s'avanza in questa strana fase in cui l'Italia è circondata da paesi come l'Austria e la Germania in ginocchio per il Covid

Strani fini

Una nuova categoria s'avanza in questa strana fase in cui l'Italia è circondata da paesi come l'Austria e la Germania in ginocchio per il Covid, i contagi tornano ad aumentare, l'inflazione e il costo delle materie prime lanciano un'ombra sinistra sulla nostra economia e le Regioni italiane una dopo l'altra stanno cambiando colore. È la categoria degli irresponsabili che annovera tra le sue file chi lancia allarmi sul nostro presente o futuro prossimo ma, nel contempo, si comporta come se fossimo tornati alla normalità. Inutile dire che è una categoria peggiore dei No-Vax o dei No-Pass: quelli ormai sono solo dei mattacchioni, dei fuori di testa che hanno trovato un modo per esibirsi in pubblico, trasformando il vaccino in uno scontro ideologico. Roba da psicanalisi pura. Diverso discorso riguarda quei sindacati, più precisamente la Cgil e la Uil visto che la Cisl non ha aderito, che hanno convocato lo sciopero generale proprio quando il Paese per riprendersi ha un forsennato bisogno di lavorare.

Qui la psicanalisi non c'entra nulla, semmai aiuta di più il vecchio proverbio su chi predica bene e razzola male. Ora non è che la legge di bilancio di quest'anno sia la migliore del mondo. Anzi, lo abbiamo anche scritto su questo giornale. Ma da qui a scegliere delle forme di lotta che bloccano il sistema produttivo che per un anno è stato fermo per il Covid, ce ne corre. Appunto, si tratta di una scelta «irresponsabile» che ha altri fini, come ha stigmatizzato giustamente il governo e, addirittura, un pezzo di sinistra.

Non vorremmo, però, qui è il punto, che tra qualche settimana proprio l'esecutivo fornisca un altro esempio di imprudenza da manuale. Il 31 dicembre, infatti, scadrà lo stato d'emergenza, le incognite sull'evoluzione della pandemia guardando la cartina dell'Europa che, a parte l'Italia, è un mare rosso per i contagi, sono quelle che sono e, naturalmente, si riflettono pure sulla nostra economia: non prorogarlo di tre-sei mesi lancerebbe un messaggio che finirebbe per disorientare l'opinione pubblica costretta proprio in questi giorni a ritirar fuori la mascherina dal cassetto e ad utilizzare uno strumento severo come il super green pass.

Insomma, sarebbe una scelta incomprensibile. E inoltre, dato rilevante, come potrebbe il Governo conciliare una scelta che non ha precedenti come quella di privare i No Vax di una vita sociale per fronteggiare la quarta ondata, senza la copertura legale dello stato d'emergenza? E le contraddizioni, si può star sicuri, non finirebbero qua. A meno che una decisione del genere non serva a sanare un'altra contraddizione - forse ancora più stridente - che potrebbe presentarsi tra un mese, quella di un Premier che decidesse di lasciare Palazzo Chigi per salire al Quirinale mentre nel Paese è ancora proclamato lo stato d'emergenza.

Un'eventualità che, al netto di ogni ipocrisia, sarebbe davvero difficile da spiegare.

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