Cronache

Il mistero dei positivi dopo la negativizzazione: cosa sta succedendo

Alcuni hanno anche sintomi, ma fortunatamente i nuovi casi non mostrano una virulenza più aggressiva

Il mistero dei positivi dopo la negativizzazione: cosa sta succedendo

Nelle ultime settimane sono molti i soggetti risultati positivi che già avevano contratto il covid-19 ed erano poi guariti. Ancora però non si è capito il motivo di questi nuovi contagi."Stiamo osservando nelle ultime settimane tanti nuovi positivi dopo essere guariti e negativizzati per diversi gironi. Ora dobbiamo capire se è una nuova infezione da Sars-CoV-2, forse anche legate alle varianti Omicron, ma non abbiamo ancora certezze, o sono una ripresa del virus. Il problema è che spesso hanno anche di nuovo i sintomi", ha detto all'Adnkronos Salute Mauro Piattello, direttore Unità di Virologia Azienda ospedaliera universitaria di Pisa, vicepresidente della Società italiana di microbiologia, tra i fondatori della rete di sequenziamento dell'Iss, l'Istituto superiore sanità. Adesso quindi gli esperti devono capire di cosa si tratta.

La curva epidemiologica è di nuovo in salita

Come ha tenuto a precisare il professore, per fortuna in questo momento i casi Covid non hanno una virulenza più aggressiva. Sono infatti mesi che, almeno su questo punto, abbiamo raggiunto una certa stabilità. Listello ha anche sottolineato che questo aumento di casi positivi qualche dubbio lo fa venire. L'esperto ha ipotizzato che potremmo essere davanti a "una sorta di iceberg con un possibile incremento dei casi sommersi. Dobbiamo vigilare su questo trend". Del resto, che la curva epidemiologica abbia negli ultimi giorni ripreso a guardare verso l'alto lo si vede anche dai nuovi casi che sono stati registrati ieri, 60.191. Solo due giorni fa erano invece a quota 22.083. Se addirittura torniamo a guardare i dati relativi a circa sette giorni fa, possiamo vedere che in un giorno c’erano stati solo 13.560 casi in più. Era dalla metà di febbraio che non avevamo numeri così alti. In aumento anche i decessi, che toccano quota 184, in salita, anche se non moltissimo, rispetto ai 130 di due giorni fa.

Addio anche al certificato verde?

C’è anche da dire che, neanche una settimana fa, il professore non si era detto favorevole a un addio al Green pass in concomitanza con la fine dello stato d'emergenza prevista per il prossimo 31 marzo, appoggiando invece l'idea che la certificazione verde possa rimanere anche i mesi successivi, considerando che è stato utile per aumentare gli immunizzati e sarebbe troppo presto pensare di abbandonarlo adesso. "Possiamo dire addio alle mascherine ma non possiamo abbandonare le vaccinazioni che sono l'unico strumento che oggi ci permette di riaprire il Paese", aveva asserito.

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