Taranto, nello stabilimento Mittal operaio dimenticato a 70 metri di altezza

L'uomo è stato lasciato per tre ore sopra il tetto che copre i parchi minerali secondo l'Aia, l'autorizzazione integrata ambientale

Stava lavorando su un capannone a settanta metri di altezza quando si è accorto di essere stato dimenticato sul tetto. È accaduto a Taranto, nello stabilimento siderurgico Arcelor Mittal, l'ex Ilva.

Un operaio di una ditta dell'appalto è stato lettaralmente dimenticato per circa tre ore sul tetto di uno dei due capannoni in costruzione per coprire i parchi minerali della più grande acciaieria d'Europa. L'uomo quando si è reso conto di essere rimasto a settanta metri di altezza ha iniziato a urlare e le sue grida hanno attirato l'attenzione dei soccorritori che dopo ore lo hanno tratto in salvo.

Il video dell'operaio sul tetto del capannone è stato pubblicato su Facebook ed è diventato subito virale (quasi ottocento sono state le condivisioni). Tanta è, infatti, la rabbia dei cittadini e degli operai per le condizioni di precarietà in cui vivono gli stessi dipendenti durante le ore di lavoro nella fabbrica dell'acciaio. A condividere il video della disavventura anche Francesco Rizzo, il coordinatore provinciale dell’Usb (l'unione sindacale di base) di Taranto che, sul social network, ha scritto in un post: "Come si può dimenticare un lavoratore sul tetto della struttura adibita alla copertura dei parchi? L'azienda è in sub appalto alla Cimolai il lavoratore è stato dimenticato per quasi 3 ore sul tetto del capannone. Le sue grida hanno attirato le attenzioni di alcuni lavoratori della 'manutenzione nastri' che hanno immediatamente avvisato chi di dovere. Successivamente il lavoratore è stato recuperato.".

Vedendo le immagini sembra una situazione al limite dell'assurdo e, probabilmente, lo era. A recuperare l'uomo poi i soccorritori. Nel video, infatti, si vedono i vigili del fuoco e i sanitari con un'ambulanza proprio sotto il capannone in costruzione.

Cerchiamo di capire dove è stato dimenticato l'operaio. La copertura dei "parchi minerali e fossili" dello stabilimento siderurgico di Taranto è uno degli interventi più importanti che rientrano nell'autorizzazione integrata ambientale (l'Aia) che consente di proteggere l’ambiente evitando la dispersione nell’aria delle polveri sottili composte dalle materie prime, principale nutrimento per gli altoforni. Proprio gli altoforni, le ciminiere ed i nastri trasportatori insieme ai parchi minerali caratterizzano, infatti, il ciclo integrale della produzione di acciaio.

Proprio pochi giorni fa dell'azienda "Cimolai" se ne era parlato in Parlamento. I tre commissari di Ilva in amministrazione straordinaria, infatti, hanno chiesto risposte sui fornitori, alla Camera, sollevando il problema dei pagamenti a Cimolai, l'azienda che, appunto, sta costruendo le coperture dei parchi minerali.

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Commenti

venco

Lun, 17/02/2020 - 15:36

Il capo di questo operaio come il capo della squadra che ha sostituito lo scambio che ha fatto un disastro.

cgf

Lun, 17/02/2020 - 15:53

La precarietà non è di chi ha dato l'appalto, ma dalla pressapochezza (si può dire?) di chi lo esegue.