Taranto, gli operai chiedono un incontro con governo e sindacati

Si tratta degli operai in cassa integrazione di Ilva in amministrazione straordinaria che si sentono esclusi dalle decisioni prese solo dai sindacalisti e i rappresentanti di governo

Un incontro urgente con il Governo e i sindacati. A chiederlo sono gli operai in cassa integrazione dell'llva in amministrazione straordinaria di Taranto che, in una nota inviata agli organi di stampa, denunciano di essere stati messi da parte in merito alle decisioni sullo stabilimento siderurgico. "È dal 6 settembre del 2018 che non veniamo presi in considerazione" dichiara a ilGiornale Aldo Schiedi, operaio. A settembre dello scorso anno, infatti, venne firmato l'accordo secondo il quale i lavoratori passarono nelle mani di ArcelorMittal "senza nessun confronto, attraverso delle assemblee retribuite come è stato fatto a Genova, per informare anche gli operai che non fanno parte di nessun sindacato" ha continuato Schiedi, che dà voce agli operai di Ilva in amministrazione straordinaria.

L'accordo venne presentato ai lavoratori dai sindacati dopo essere stato già firmato, "l'alternativa dissero che era andare a casa e in tanti firmarono quell'accordo per non perdere il posto di lavoro, ma non se ne discusse prima tutti insieme" sottolinea l'operaio in cassa integrazione. Oggi solo grazie ai media gli operai dicono di essere a conoscenza "che quel contratto stipulato lo scorso anno rischia già di decadere". Pare, insomma, che le decisioni in merito al futuro occupazionale dei dipendenti vengano prese solo dai rappresentanti del Governo e dai sindacalisti e che vengano informati solamente gli operai iscritti ai sindacati. Una pesante denuncia che potrebbe cambiare il modo di affrontare i problemi in fabbrica.

Il 20 dicembre scorso nel tribunale di Milano si sono incontrati i tre commissari dell'Ilva in amministrazione straordinaria e i rappresentanti dell'azienda franco-indiana "sottoscrivendo un ulteriore accordo di base per il salvataggio dello stabilimento entro il 31 gennaio 2020 e per la rimodulazione di un nuovo piano industriale" scrivono ancora nella nota gli operai che vedono sul loro futuro troppe incertezze.

"Inoltre - continuano ancora - diventa sempre più insistente la volontà del Governo di intervenire con un decreto legislativo dal nome “Cantiere Taranto”, creando ulteriori incertezze e dubbi sui lavoratori, in quanto dalla bozza circolata si evincono condizioni ben diverse da quelle firmate in sede ministeriale lo scorso settembre 2018".
Gli operai in cassa integrazione (sono 1660) chiedono, insomma, di essere parte attiva nelle decisioni dell'azienda. "Vi chiediamo che sia convocata un’assemblea urgente e retribuita entro le due prime settimane di gennaio in una sede pubblica scelta dall’amministrazione straordinaria con la collaborazione delle segreterie sindacali" sottolineano gli operai nella nota rivolgendosi al governo e ai sindacati.

"Solo con il dialogo ed il confronto si può raggiungere una crescita culturale e lavorativa non con i silenzi e l’indifferenza avuti fino ad adesso." concludono i lavoratori.
Ricordiamo che a far paura agli operai del siderurgico è anche il decreto legge "Cantiere Taranto" che dovrebbe servire a rilanciare la città e la fabbrica con maggiori tutele non solo per l'ambiente, ma anche per il lavoro. Tante, però, sono ancora le criticità.

Commenti

Renadan

Ven, 27/12/2019 - 17:06

Incontrare governo di incapaci e sindacati che fanno chiudere aziende e' da idioti.