Taxi, continua lo sciopero contro Uber. Martedì incontro con Delrio

Dopo quelli romani e milanesi, anche i tassisti napoletani si sono uniti alla protesta contro l'emendamento Lanzillotta

Non si ferma lo sciopero dei tassisti. Dopo Roma e Milano, oggi si unisce alla protesta anche Napoli in vista dell'incontro di martedì tra gli autisti di taxi e il ministro dei trasporti, Graziano Delrio.

Nei mirino dei tassisti c'è l'emendamento a firma Linda Lanzillotta (senatrice Pd, ex Scelta civica), contenuto nel Milleproroghe, che proroga di un anno l'emanazione del decreto ministeriale contro l'esercizio abusivo. E che, accusano gli stessi tassisti, favorirebbe il noleggio con conducente (Ncc) e i servizi di mobilità basati su piattaforme online come "Uber".

"Ci vedremo perché c'è una situazione da lungo tempo non regolamentata", spiega Delrio. "Dobbiamo metterci a sedere per fare una regolamentazione finalmente seria che tolga provvisorietà all'attuale situazione", sottolinea il ministro che conclude: "C'è bisogno di garanzie, da un lato sui diritti dei cittadini e dell'altro anche sui diritti di chi ha investito nella propria azienda, che sono i tassisti".

Liti e minacce a Milano

In occasione dell'incontro di martedì tra autisti e ministro, è prevista un'altra giornata di protesta, e quindi di sciopero, proprio davanti a Montecitorio, con le stesse modalità di quella organizzata a palazzo Madama. A Milano, dove un autista Uber è stato aggredito alla stazione Centrale, la situazione è preoccupante anche in vista della settimana della moda che inizierà il prossimo 22 febbraio: "Per le sfilate arrivano a Milano almeno 15 mila persone" - ha detto il presidente onorario della Camera della moda, Mario Boselli - "La protesta può avere un effetto davvero negativo sull'immagine di Milano come capitale della moda. Anche perché da mercoledì ci sarà una sfilata ogni ora. È vero che i grandi atelier forniscono auto sponsorizzate e con conducente, ma non saranno certo sufficienti a spostare 15 mila persone".

La situazione in città è piuttosto agitata e la polizia ha dovuto effettuare diversi interventi per sedare liti e minacce. L'ultimo è di questa mattina alle 5,50 quando un autista "Uber" ha chiamato il 113 da piazza Luigi di Savoia - dove qualche ora prima si era verificato un altro grave episodio - perchè almeno 6 persone lo avevano accerchiato mentre scaricava tre persone in stazione centrale (a detta sua degli amici). Gli aggressori avevano in mano mazze di legno e hanno lanciato uova sul parabrezza della sua auto, puntando ad imbrattarla anche all'interno. Nella notte tra il 16 e il 17 febbraio tre episodi sono avvenuti in zona Garibaldi e Cairoli; altri 7 gli interventi tra venerdì e sabato. Il più grave nella notte quando un autista è stato denunciato per minacce perchè ha estratto una pistola scacciacani mentre i tassisti lanciavano decine di uova contro di lui: si tratta di un uomo di Arese di 47 anni. La polizia lo ha fermato in via Ponte Seveso ed è stato lui stesso a far ritrovare l'arma che aveva nascosto in una fioriera in via Schiaparelli. La carrozzeria dell'auto era completamente imbrattata sia dentro che fuori: i due autori delle minacce hanno 43 e 29 anni.

Sciopero a Napoli

A Napoli lo sciopero riguarda in particolare i principali snodi nei collegamenti in città. Nell'aeroporto di Capodichino vengono diffusi annunci per segnalare i disservizi e si forniscono informazioni su come spostarsi. Nel capoluogo campano però Uber non è mai arrivato e anche le Ncc sono poco diffuse in città. Tuttavia i tassisti napoletani lamentano da sempre la mancanza di corsie preferenziali e c'è anche un ventilato surplus di licenze, circa 500 in più rispetto al fabbisogno su oltre 2.300 auto bianche circolanti.

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Commenti

cir

Lun, 20/02/2017 - 15:15

fanno benissimo a protestare. uber deve essere cancellata dalla faccia della terra.

LOUITALY

Lun, 20/02/2017 - 15:26

Evviva Uber! basta ricatti da questi tassisti anni 70

cir

Lun, 20/02/2017 - 21:46

ho preso sovente volte il taxi nella vita, louitaly , (che none del ca..o)ma se dietro al taxista vedo una famiglia non mi sento minimamente ricattato, come dietro al negozietto o al piccolo commerciante.