"Protezione dura più a lungo". Ora spunta il vaccino di ferro

Potrebbe essere decisivo nella lotta alla pandemia: il vaccino dell'azienda Usa Novavax è in fase di sperimentazione ma promette già molto bene. "È forte e la protezione dura più degli altri"

"Protezione dura più a lungo". Ora spunta il vaccino di ferro

Dal possibile fallimento alla candidatura di uno dei vaccini anti-Covid più promettenti e che usa una tecnologia tradizionale: in una riga è questa la storia di Novavax, società americana di sviluppo di vaccini con sede a Gaithersburg, nel Maryland, Stati Uniti.

Nel gennaio dello scorso anno, i dipendenti di Novavax Inc. si sono incontrati in un piccolo bar del Maryland per discutere su come salvare la propria carriera. Per decenni, la piccola azienda di biotecnologia ha cercato di sviluppare un vaccino approvato ma senza successo: la società aveva il denaro sufficiente per sopravvivere soltanto per altri sei mesi e le azioni erano crollate verso il basso. Poi la svolta: oggi Novavax sta avanzando verso l'autorizzazione di uno dei più promettenti vaccini Covid-19.

Dal fallimento all'eccellenza

Gli scienziati ritengono che potrebbe essere una delle armi più potenti contro la pandemia offrendo vantaggi importanti anche rispetto ai suoi concorrenti: i dati iniziali suggeriscono che l'iniezione con Novavax è una delle prime che ha dimostrato di arginare la diffusione asintomatica del Coronavirus e, potenzialmente, fornire anche una protezione più duratura. Se il regime con due dosi sarà autorizzato, Novavax dovrà affrontare la sfida di produrlo e distribuirlo in grandi quantità. Soltanto pochi giorni fa, alla fine di febbraio, Novavax ha rilasciato dati preliminari che indicano un'importante protezione contro il Covid-19. Tallone d'achille, per il momento, la diminuita efficacia contro il ceppo sudafricano del virus. Questi primissimi dati saranno pubblicati alla fine del mese di marzo. Il vaccino di Novavax "sembra forte come qualsiasi altro vaccino e potrebbe avere una durata migliore", ha affermato John Moore al Wall Street Journal, immunologo del Weill Cornell Medical College di New York. "Inizialmente scettico su Novavax ma ho cambiato idea perché incoraggiato dai primi dati dello studio effettuati lo scorso anno".

Efficacia, tecnica e conservazione

"Non sappiamo ancora se protegge contro le forme gravi del Covid ma ha una protezione di circa il 90% contro l'infezione del ceppo originario, è efficace all'89,3% sulla variante inglese e al 60% su quella sudafricana. Questo lo qualifica come migliore rispetto AstraZeneca che ha una riduzione marcata dell'efficacia nei confronti della variante sudafricana", ha affermato in esclusiva al giornale il Prof. Mario Umberto Mondelli, Professore Ordinario di Malattie Infettive all'Università di Pavia e Direttore dell'Unità Complessa di Malattie Infettive e Immunologia del Policlinico San Matteo. "È un vaccino diverso dagli altri, interessante, più tradizionale soprattutto rispetto a Pfizer e Moderna e meritevole di attenzione anche se mancano dati completi al riguardo con queste perplessità sulla variante sudafricana. Per ora, questo è ciò che si conosce".
Niente Rna messaggero. Infatti, come anticipato dall'infettivologo, non si basa sulla nuova tecnica ad mRna ma su quella dei vaccini tradizionali con una porzione del virus inattivata. "Non si tratta di un acido nucleico, non è un vaccino vettore con adenovirus come AstraZeneca o Sputnik ma si tratta di una frazione proteica del virus, in particolare quella che si attacca al recettore, la famosa Spike. È un vaccino costituito da una proteina Spike intera per massimizzare la risposta immunitaria. Si somministra in due dosi".ù

Differenze con i principali anti-Covid

Pfizer e Moderna si basano su una tecnologia mai usata in passato che fornisce un codice genetico attraverso molecole note come RNA messaggero, istruendo il corpo a creare la caratteristica proteina Spike del Coronavirus per suscitare una risposta immunitaria. Il vaccino di AstraZeneca, basato su una tecnologia diversa, fornisce un innocuo virus di scimpanzé con indicazioni simili. Il vaccino di Novavax, invece, inietta una versione sintetizzata e leggermente modificata della proteina Spike invece di istruire il corpo a crearla. Gli scienziati dell'azienda americana hanno preso un comune virus insetto, chiamato baculovirus, ed inserito le istruzioni del DNA per creare la proteina Spike. Le cellule vengono coltivate in grandi bioreattori che contengono fino a 6mila litri di liquido (enormi vasche che sembrano provenire da fabbriche di birra) dove viene prodotta la proteina Spike. La proteina viene isolata, purificata e iniettata nelle persone come vaccino insieme ad un composto, chiamato adiuvante, che fa scattare una risposta immunitaria e rende il vaccino più efficace.


"Simile a quello per epatite B". "Sono usciti degli studi che sembrano mostrare come Novavax, vaccino diverso da tutti gli altri, abbia un'efficacia davvero vicina a quella di Pfizer e Moderna, siamo molto fiduciosi", afferma per ilgiornale.it il Prof. Carlo Federico Perno, Direttore di Microbiologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. "È un vaccino che ricorda molto, come struttura, quello dell'epatite B perché è fatto con la proteina del virus, per questo motivo diverso da tutti gli altri anti-Covid. Il vaccino dell'epatite B ha funzionato splendidamente, questo vaccino promette molto bene, auspichiamo possa essere disponibile perché potrà dare un grosso contributo: è facile da somministrare, da trasportare e non ha bisogno di catene del freddo", ci dice il Prof. Perno. A proposito di quest'argomento, a differenza con i due "big vaccine" di Pzifer e Moderna, quello di Novavax non ha bisogno di essere mantenuto a temperature gelide: questo è un enorme vantaggio per ospedali, cliniche, farmacie e gli studi dei medici di base che non hanno capacità di congelamento.

Perché i vaccini non vanno confrontati

I lanci sul mercato dei vaccini di Pfizer/BioNtech, Moderna e AstraZeneca sono stati più lenti del previsto: le azienda stanno avendo enormi difficoltà per soddisfare la domanda del mondo intero. Questo può rappresentare un altro vantaggio per Novavax che potrebbe produrre un paio di miliardi di dosi il prossimo anno ma partirà a bomba non appena riceverà il via libera dalle autorità regolatorie. Non solo, ma un potenziale vantaggio anche per noi e l'Europa è l'accordo con l'Istituto di Sanità Pubblica GAVI con sede a Ginevra per distribuire le dosi in tutto il mondo. Insomma, avremmo un altro potenziale ottimo vaccino appena varcati i nostri confini. Potrebbe essere utilizzato anche da noi? "Assolutamente si, è concettualmente più semplice degli altri e più simile ad alcuni già disponibili in commercio come quello per l'epatite B per cui è estramente efficace. Anche quello è costituito da subunità proteiche", ci dice il Prof. Mondelli. Attenzione a non cadere nell'errore, però, di paragonare a priori un vaccino rispetto ad un altro. "Non è possibile fin quando si prendono tutti insieme e si paragonano con tutti i crismi di uno studio controllato e randomizzato. In questo momento non si può paragonare Pfizer a Moderna, Moderna a J&J e così via. Si devono prima mettere tutti insieme, questa cosa va detta e sottolineata. Per essere veramente corretto, bisognerebbe paragonarli uno contro l'altro, uno studio randomizzato testa a testa", sottolinea l'infettivologo.

"Dobbiamo svegliarci, nessun un cambio di passo"

Parere favorevole anche dal Prof. Matteo Bassetti, Direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria che, in esclusiva per noi, ci ha dato il suo parere su questo vaccino focalizzando l'attenzione, però, sul discorso approvazioni. "Novavax è molto promettente ed è un ottimo vaccino ma qui il problema è un altro: come Europa dobbiamo svegliarci perché mentre gli Stati Uniti stanno per approvare Johnson&Johnson, noi impieghiamo un mese in più per approvarlo, per una pandemia non va bene", afferma l'infettivologo genovese, che rincara la dose. "Può andar bene per un farmaco oncologico, per un antibiotico o un farmaco per la sclerosi multipla ma Ema ed Fda dovrebbero essere più allineati, non si può aspettare un mese per poi aspettare anche l'Aifa ed essere approvato nuovamente. Così saranno passati due mesi e sarà morta altra gente ed ammazzato l'economia". Il problema sta a monte, nella lentezza degli enti regolatori ma non solo: in Italia si è discusso di cambiare molte regole ma, fondamentalmente, non è mai arrivato quel cambio di passo che ci si aspettava. "Stiamo affrontando la pandemia con la stessa modalità e carattere con cui abbiamo affrontato problemi di natura e grandezza molto minori. Non abbiamo avuto quel cambio di passo che ci vuole ad affrontare un'emergenza: vale per l'approvazione dei vaccini, vale per la legge sulla vaccinazione obbligatoria del personale sanitario e vale per cento altre cose. Noi siamo andati troppo rilassati, siamo il Paese al mondo che è arrivato più rilassato e non abbiamo imparato nulla dalla pandemia, niente", conclude.

colonna contenente una variante del Covid nei laboratori di Novavax

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